In corso a Milano il processo al 're' dei paparazzi. Al centro della vicenda l'acquisto, perché non venissero pubblicate sui giornali, di alcune immagini scattate a Barbara Berlusconi, Francesco Coco e altri personaggi
Milano, 7 novembre 2008 - "Non subii nessuna minaccia, nè ebbi mai impressione di essere minacciata: considerai la proposta di Corona quasi una cortesia". Con queste parole Matilde Simonetto, curatrice dell’immagine della famiglia Berlusconi, ha deposto in veste di testimone nell’aula del processo sulla ‘vallettopoli' milanese, che vede imputati per estorsione e tentata estorsione il fotografo Fabrizio Corona e il suo collaboratore Marco Bonato.
Al centro della sua deposizione, le immagini scattate dall’agenzia di Corona a Barbara Berlusconi, fuori da una nota discoteca milanese. Fotografie che, secondo quanto spiegato da Matilde Simonetto, sarebbero state comprate dalla famiglia del premier "perchè erano brutte, buie e sgranate e rappresentavano una violazione della privacy di Barbara, la quale, su questo aspetto, è molto attenta".
Il pm Frank Di Maio le ha chiesto, a più riprese, se le foto fossero "scandalose", ma la curatrice dell’immagine della famiglia del presidente del Consiglio ha risposto che "non erano affatto scandalose, erano soltanto brutte foto, altrimenti altrochè 20mila euro le avremmo pagate...".
Dopo una trattativa, nel corso della quale Corona aveva chiesto 30mila euro per ritirare le foto dal mercato ed evitare così che fossero comprate dai giornali, il ragionier Spinelli, amministratore della famiglia del presidente del Consiglio, acquistò gli scatti per 20mila euro. Secondo Matilde Simionetto, insomma, Corona le avrebbe usato una "cortesia in quanto ritenne di fare vedere le fotografie prima a me e poi, eventualmente, a un direttore di un giornale".
GALLIANI
Tra i testimoni convocati in aula anche l’Ad del Milan, Adriano Galliani, che ha chiarito i motivi che spinsero il club di via Turati a ritirare dal mercato le foto riguardanti l’ex calciatore rossonero Francesco Coco.
‘’Ho ritenuto fosse interesse del Milan ritirare quelle foto fatte a Coco, ma non ho mai avuto alcun contatto con Corona’’, ha spiegato al pm Frank Di Maio. ’’Il mio amico Chiarini dell’agenzia Fotocolor - ha spiegato Galliani - mi ha detto che c’erano queste foto in giro, le ho viste e ho pensato che fosse interesse del Milan acquistarle per non vederle pubblicate’’.
Galliani ha descritto anche le immagini, che ritraevano il calciatore su una barca a largo delle Baleari nell’estate del 2001, con il costume abbassato, insieme ad altri cinque ragazzi. ‘’Non ho mai avuto contatti con Corona - ha spiegato - e le foto le abbiamo comprate dall’agenzia di Chiarini con regolare fattura per 36 milioni di lire, soldi che ho poi trattenuto, sempre con regolare fattura, dallo stipendio di Coco, consegnando a lui la busta contenente le foto’’.
VENTURA
La conduttrice tv, Simona Ventura, ha spiegato di essere stata ‘’perseguitata per due anni, dopo la mia separazione, da numerosi fotografi che lavoravano per Corona’’, ma ha anche affermato di non aver mai pagato personalmente il fotografo siciliano per il ritiro di una foto che la ritraeva.
’’So che un ritiro di una mia foto c’è stato - ha spiegato Ventura - ma non so chi l’ha effettuato e se sia stata pagata una somma. Comunque Corona non è mai venuto da me a chiedere soldi per le foto, perché tutti i servizi che faceva e che mi riguardavano uscivano sui giornali’’.
La presentatrice ha chiarito di avere subito ‘’una vera e propria persecuzione, dopo il mio divorzio nel novembre 2004. Erano sette i fotografi che mi seguivano costantemente, inseguendo anche i miei figli’’.
L'IMPUTATO
Al termine dell’udienza, Fabrizio Corona ha replicato, parlando con i cronisti, alle dichiarazioni della Ventura. ‘’Io ho fatto semplicemente il mio lavoro - ha spiegato -, chi è famoso gode di determinati vantaggi e deve accettare anche queste situazioni’’.
In precedenza Corona aveva detto che "le estorsioni che mi vengono contestate non sono altro che favori che facevo agli amici". "Si è visto chiaramente - ha proseguito Corona - che la magistratura milanese è del tutto impreparata ad affrontare questo processo, e la giornata di oggi finora ha dato una bella botta a questo processo’’.