Il dato emerge dall’ultimo report mensile curato dall’Osservatorio internazionale sulla pedofilia online di Telefono Arcobaleno. Triste primato per la Germania. Nel nostro paese localizzato il 6,48% dei consumatori
Roma, 8 novembre 2008 - L’Italia è al quinto posto mondiale nella triste classifica dei consumatori di pornografia minorile. Il dato emerge dall’ultimo report mensile curato dall’Osservatorio internazionale sulla pedofilia on line di Telefono Arcobaleno, organizzazione in prima linea nel contrasto di questo mercato e che, nell’ultimo anno, ha inoltrato alle autorità di tutto il mondo 37.263 segnalazioni (in media 850 alla settimana, 122 al giorno), con un incremento del 21,56% rispetto alla stesso periodo dell’anno scorso.
Il 19,29% dei consumatori viene localizzata dal rapporto in Germania, il 14,83% negli Stati Uniti, il 10,28% in Russia, il 6,73% nel Regno Unito e il 6,48% in Italia; seguono Canada (4,03%), Francia (3,95%) e Giappone (2,95%). Sotto la voce «altri» si raggruppa il restante 31,46%.
«Il G8, il gruppo costituito dai sette Paesi più industrializzati del mondo insieme con la Russia - segnala Telefono Arcobaleno - sono proprio i primi otto Paesi ‘consumatori' di pornografia minorile, con una domanda che assorbe circa i tre quarti degli scambi mondiali e alimenta incessantemente il circuito perverso e criminale della richiesta di nuovi materiali e della loro produzione e distribuzione». A seguire Svizzera, Spagna e Olanda, «nell’ambito di un mercato dell’orrore nel quale l’Europa è epicentro assoluto: oltre il 90% dei bambini sfruttati è di razza europea, l’86% dei materiali dei materiali pedofili è allocato in territorio europeo, i due terzi dei clienti sono europei».
I consumatori italiani di pornografia minorile sono praticamente triplicati in quattro anni, con un incremento del 188% rispetto al 2004.
Il report di Telefono Arcobaleno riguarda esclusivamente i siti con espliciti contenuti e materiali pedofili e pedo-pornografici segnalati all’Interpol e alle polizie nazionali secondo le rispettive competenze, e, in Italia, all’autorità giudiziaria e al Nucleo investigativo telematico.