E' stato sospeso il dipendente dell’azienda trasporti bergamasca, accusato di aver costretto un giovane immigrato a spogliarsi completamente davanti a tutti perché accusato di aver rubato un cellulare a una ragazza. Non avendo trovato la refurtiva gli ha preso i soldi e li ha dati alla presunta vittima
Bergamo, 11 novembre 2008 - È stato sospeso il controllore dell’azienda trasporti di Bergamo accusato di aver costretto un giovane immigrato a spogliarsi completamente davanti a tutti perchè lo accusava di aver rubato un cellulare.
Una vicenda arrivata ieri anche in Parlamento con un intervento dell’onorevole bergamasco Savino Pezzotta, e sulla quale il sindaco della città orobica, Roberto Bruni, aveva chiesto di fare luce al più presto. Oggi il direttore generale dell’Azienda Trasporti Bergamo, Gian Battista Scarfone, ha fatto sapere che "a seguito degli accertamenti preliminari dei fatti, l’Azienda ha provveduto alla contestazione formale dell’accaduto nei confronti del dipendente coinvolto nella vicenda e all’adozione del provvedimento di sospensione preventiva dal servizio".
IL FATTO
Un giovane immigrato è stato costretto dal controllore di un autobus a spogliarsi completamente davanti a tutti perchè accusato di avere rubato un cellulare. E anche se alla fine il telefonino non è stato trovato, il controllore gli ha preso del denaro dal portafogli e l’ha dato alla ragazza derubata. È successo davanti a decine di passeggeri e di persone in attesa alla fermata sull’autobus delle linea 8 dell’azienda di trasporto di Bergamo Atb. Una ragazza si è accorta che il suo cellulare non c’era più e ha accusato del furto un giovane immigrato. Il controllore ha allora fatto arrestare l’autobus alla fermata, ha fatto mettere la scritta ‘Fuori servizio' e ha fatto aspettare le persone che dovevano salire.
Quindi lo ha costretto a spogliarsi, restando a torso nudo e con i pantaloni abbassati. Il tutto rivolgendogli frasi del tipo "guarda che ti mando all’ospedale", "metti le mani qua che ti spacco le dita", mentre diversi passeggeri cercavano di scagionare il giovane, dicendo che non aveva compiuto alcun furto. Il controllore ha allora costretto il giovane anche ad abbassarsi le mutande sotto gli occhi stupefatti dei testimoni. Il telefonino sparito non è stato trovato, ma il controllore si è fatto dare il portafoglio del ragazzo e gli ha preso 70 euro che ha dato alla giovane derubata, dicendo all’immigrato: "poi te li fai ridare dai tuoi amici i soldi". Il tutto è raccontato nel reclamo che alcuni dei passeggeri hanno presentato all’Atb. L’azienda ha fatto sapere che "sono in corso accertamenti per verificare eventuali responsabilità, anche alla luce delle segnalazioni arrivate". Il giovane immigrato alla fine se n’è andato e di lui non si sa più niente. (AGI)