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STRAGE DI ERBA

Conclusa le requisitoria del pm
"Ergastolo e isolamento per i Romano"

Massimo Astori ha chiesto il massimo della pena per Olindo Romano e Rosa Bazzi. "Faremo un altro viaggio nell'orrore". Code dalla mattina per assistere al processo

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Olindo Romano e Rosa Bazzi (Cusa) Como, 17 novembre 2008 - I coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi sono gli autori della strage e per questo meritano l’ergastolo. Come preannunciato all’inizio della requisitoria, il pubblico ministero Massimo Astori ha chiesto l’ergastolo per i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, imputati per la strage di Erba. Il pm ha chiesto anche che i due siano posti in isolamento diurno per tre anni. Le richieste di condanna sono state formulate al termine di circa sei ore e 30 minuti di requisitoria. Il pm del processo per l’eccidio di Erba, Massimo Astori, aveva preannunciato all'inizio della propria requisitoria quella che sarebbe stata la sua richiesta: il carcere a vita. Nessuna possibile attenuante nè indulgenza quindi per la coppia che avrebbe ucciso 4 persone "per banali liti condominiali".

 

Il magistrato apre l’udienza con la ricostruzione dei fatti e premette: "preparatevi a un nuovo viaggio nell’orrore". In aula ci sono quasi tutti: manca il supertestimone Mario Frigerio ma ci sono i due figli. C’è Carlo Castagna con i figli, c’e Azouz Marzouk, marito e padre di due delle vittime. Il pm ricorda i sei anni di litigiosità e di clima del terrore che i coniugi Romano avrebbero creato all’interno di quella corte dove "si sentivano padroni assoluti", e l’odio verso "quelli del piano di sopra con i loro continui rumori".

 

Rapidamente arriva a ricostruire la sera della mattanza: "quei 20-25 minuti di inferno", e spiega: "ad agire due mani, una sicuramente di un uomo forzuto come Olindo, l’altra debole di una donna e mancina". In pochi minuti gli assassini hanno inferto complessivamente 76 colpi tra sprangate e coltellate contro Raffaella Castagna, la mamma Paola Galli e il figlioletto Yussuf, e poi contro Valeria Cherubini e il marito Mario Frigerio ridotto in fin di vita.

 

Nel suo viaggio nell’orrore, Astori, spiega quindi come si è arrivati ad individuare nei coniugi Romano gli assassini: "ci si è resi conto che chi aveva compiuto quel massacro si era allontanato dalla cascina dopo essersi ripulito". Nel pomeriggio il pm passa poi all’esame delle testimonianze, delle confessioni ritrattate.
Dapprima quella di Mario Frigerio che "da subito fece il nome di Olindo Romano". Poi Astori passa ad analizzare il comportamento, le parole, i perchè delle confessioni poi ritrattate. "Quella è stata non una confessione, ma una rivendicazione con dovizia di particolari fatta da chi riteneva giusto quello che è stato fatto".

 

Non è plausibile invece la tesi difensiva secondo la quale la confessione fu in qualche modo estorta a Olindo con la minaccia di non più poter vedere Rosa e la ritrattazione che giunse in udienza preliminare, sette mesi dopo l’ultima conferma alle ammissioni di colpa "fu indotta da chi mi promise una campagna stampa innocentista".

 

Giallo infine su alcune dichiarazioni di Carlo Castagna: "Non voglio il carcere a vita - dice in un’intervista televisiva - devono trovare il coraggio di percorrere un cammino di ravvedimento e di pentimento". "Smentisco che il mio assistito abbia mai detto che non vuole l’ergastolo - sostiene invece l’avvocato Francesco Tagliabue che assiste come parte civile Carlo Castagna e i figli Pietro e Beppe - non ha mai pronunciato quelle parole che gli sono state attribuite questa mattina".










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