Sul banco degli imputati anche il padre e due cognati, condannati a 30 anni di carcere per omicidio premeditato. In aula la madre e un fratello
Brescia, 21 novembre 2008 - In un'aula del tribunale di Brescia è cominciato il processo d'appello per la morte di Hina Saleem, la ventenne pachistana assassinata l'11 agosto del 2006 a Sarezzo.
La giovane pachistana è stata uccisa dai suoi familiari perché voleva vivere secondo uno stile di vita occidentale. Il padre e due cognati della ragazza sono stati condannati a 30 anni di carcere per omicidio premeditato. Uno zio invece è stato condannato a 2 anni e 8 mesi per soppressione di cadavere.
In aula, oltre agli imputati, anche la madre e un fratello della giovane vittima.