Il pirata della strada condannato per omicidio volontario: è la prima volta che viene configurato questo reato in un caso di incidente stradale. L'accusa aveva chiesto 14 anni di reclusione
Roma, 26 novembre 2008 - Stefano Lucidi, il pirata della strada che il 26 maggio scorso investi e uccise due ragazzi sulla Nomentana, è stato condannato per omicidio volontario. È la prima volta in italia che viene configurato questo reato in un caso di incidente stradale.
LA RICHIESTA DEL PM
Quattordici anni per omicidio volontario. È la richiesta di pena avanzata dal pm Carlo Lasperanza nei confronti di Stefano Lucidi, il 34enne che era alla guida della Mercedes che il 22 maggio scorso ha travolto i due studenti universitari, Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, all’incrocio tra via Nomentana e viale Regina Margherita.
Nel calcolo della pena, il magistrato, che è partito da trent’anni, ha tenuto conto dello sconto di pena di un terzo previsto dal rito abbreviato e un’altrettanta riduzione per le attenuanti generiche.
Secondo l’impostazione dell’accusa, Lucidi ha accettato il rischio di provocare gravissime lesioni o comunque la morte di altri utenti della strada. "In assenza di autorizzazione a condurre veicoli, - si legge nell’imputazione - alla guida della Mercedes, procedendo a velocità particolarmente elevata, durante l’attraversamento dell’incrocio sito in via Nomentana all’altezza dell’intersezione con viale Regina Margherita, nonostante il semaforo segnalasse luce rossa e si trovasse in un centro abitato", Lucidi "accettava il prevedibile rischio di collisione con altri veicoli (il cosiddetto dolo eventuale, ndr)provenienti da altra direzione che potevano interessare contestualmente allo stesso l’intersezione, in ragione della luce verde che appariva alla vista di questi ultimi".
Lucidi avrebbe previsto "altresì, che a seguito di incidente, la violenza dell’urto originato dalla sua condotta, potesse cagionare gravissime lesioni o comunque la morte di altri utenti della strada". L’imputato, quindi, "veniva in collisione con il motociclo condotto da Alessio Giuliani, con a bordo il passeggero Flaminia Giordani, che interessavano l’incrocio con semaforo verde, procurando agli stessi lesioni gravissime" dalle quali è scaturita la morte.