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Romeo si difende: "Rifiutavo incarichi"
E Di Pietro jr lascia l'Italia dei valori

L'imprenditore arrestato lo scorso 18 dicembre spiega di essere stato messo sotto pressione e di avere un credito con il Comune di 20 milioni di euro. E sull'incontro con Fioroni aggiunge: "Solo chiacchiere da corridoio"

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L’imprenditore napoletano Alfredo Romeo Napoli, 29 dicembre 2008 - Si difende l’imprenditore Alfredo Romeo nel suo primo interrogatorio di garanzia reso al gip il 18 dicembre scorso dopo il suo arresto nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti a Napoli. Nel verbale depositato oggi nella cancelleria del Tribunale del Riesame, si legge: "Io rifiuto incarichi dalla mattina alla sera con il Comune di Napoli".

 

Romeo a proposito di appalti come il Global Service per la manutenzione stradale e per l’edilizia e la refezione scolastica, dice ‘’non avrei mai partecipato e non è poco avere un credito da venti milioni di euro con il Comune di Napoli avendo in mano tre decreti ingiuntivi e non veniamo pagati’’.

 

All’imprenditore vengono contestate una serie di intercettazioni telefoniche dalle quali emergerebbe il suo interessamento per la definizione di una gara di appalto a lui favorevole grazie alla presenza di determinati requisiti. ‘’Le assicuro, giudice, che non avrei partecipato, e ci sono dichiarazioni, spero di leggerle nelle intercettazioni, in cui lo dico chiaramente’’. Alla contestazione del gip secondo cui queste affermazioni vengono fatte solo dopo una certa data, Romeo replica: ‘No, no, attenzione, l’ho sempre detto. Lo dico all’assessore Gambale, ‘Io non partecipo?’. Dico all’assessore Di Mezza: ‘’Dici al sindaco che questa cosa non mi interessa. Non voglio partecipare’ e lo dico in più di un’occasione’’.

 

’’Noi oggi - spiega Romeo in un altro passaggio dell’interrogatorio - abbiamo un credito nei confronti del comune di venti milioni di euro, il Comune non ci paga da 24 mesi e questo era uno dei motivi principali che mi teneva in una condizione di estrema diffidenza e di estrema attenzione, quindi non avremmo comunque partecipato". "Io dico ai vari assessori - aggiunge - che non intendo partecipare nè alla gara per la gestione dell’edilizia scolastica, intanto perché non ci credevamo... Su quella edilizia scolastica noi abbiamo ceduto".

 

Ma non finisce qui. Romeo spiega anche che l’incontro con il ministro Fioroni c'è stato, ma che quelle erano solo "chiacchiere da corridoio". "Mi vanto di aver rapporti di grande... - spiega al pm Vincenzo D’Onofrio - vedono l’imprenditore e pensano che poi da lì possa nascere interscambio...questo signore (Fioroni, ndr) l’ho visto per tre minuti... C’è sempre qualcuno che ha bisogno di qualcuno che ha bisogno di guadagnarsi un credito da qualche parte".










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