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CAMORRA

Riscuoteva il pizzo del clan
In cella un attore di 'Gomorra'

E' il terzo interprete della fortunata pellicola, tratta dal best seller di Saviano, a finire in carcere. Nel film Giovanni Venosa era un 'capo zona' che condanna a morte due ragazzini troppo intraprendenti

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Una scena del film 'Gomorra' Caserta, 5 gennaio 2009 - Attori nel film anti-camorra per eccellenza, ma, prima ancora, braccia operative dei clan. E' finito in carcere Giovanni Venosa, un altro degli interpreti della fortunata pellicola 'Gomorra' di Matteo Garrone tratto dal best seller di Roberto Saviano.

 

Nella finzione era un ‘capo zona’ che condanna a morte due ragazzini troppo intraprendenti che volevano diventare camorristi senza prendere ordini da lui. "Qui ci sono troppe tarantelle, qui comando io'', era una delle sue battute. Nella vita reale, secondo l’accusa, faceva estorsioni nella terra dei Casalesi, a Casal di Principe.

 

Due mesi fa era stato arrestato. I carabinieri fecero irruzione nella sua abitazione perché, secondo indagini e riscontri dei pentiti, era ritenuto uno spacciatore. Il pregiudicato fu comunque indagato come ‘delinquente abituale’ e condannato a due anni di casa lavoro, a Modena. Pochi giorni fa una ‘licenza premio’, così Venosa è tornato nel Casertano e ha iniziato a ‘lavorare’ chiedendo il pizzo. Insieme a un altro pregiudicato della zona, con numerosi precedenti penali, aveva messo su un’attività estorsiva ai danni di commercianti della zona, costretti a versare la ‘rata di Natale’ per le casse del clan.


Prima di lui, già altri due attori di Gomorra sono finiti in manette: Salvatore Fabbricino, boss di ‘Scampia’ nel film, accusato da un pentito di spaccio di droga proprio nel quartiere delle Vele. E poi, Bernardino Terracciano, che era un boss della camorra non solo nel film ma anche nella vita. In carcere è finito su disposizione della dda, nell’ambito delle indagini del gruppo stragista dei Casalesi, capeggiato dal latitante Giuseppe Setola.










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