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SCUOLA IN TEMPI DI CRISI

"Caro libri, basta adottare l'e-book
O far comprare i testi agli istituti"

Le associazioni di consumatori Adiconsum e Aduc propongono vie diverse per ovviare al costo dei libri scolastici, che sempre più pesano sui bilanci delle famiglie. L'Antitrust: "Ridurre la spesa"

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una donna tra due pile di libri Roma, 9 gennaio 2009 - I testi scolastici costano sempre di più, e in tempi di crisi pesano come macigni sui bilanci già precari delle famiglie italiane. Da questa considerazione parte l'appello dell'Adiconsum, che si accoda alla raccomandazione dell'Antitrust.

 “E’ opportuno che nelle scuole si inizi a consigliare l`adozione dei testi e-book che consente un abbattimento considerevole dei costi e di conseguenza un notevole risparmio per le famiglie - spiegano i consumatori - Quella dell’Antitrust è un’indicazione giusta, che ritiene che anche i libri di testo consigliati debbano rientrare nei tetti di spesa”.


”Come è noto - si legge in una nota -
i tetti di spesa dei libri di testo adottati dal Ministero della Pubblica Istruzione erano agevolmente raggirati dal meccanismo dei libri di testo consigliati”.

 

Da parte sua l'Aduc propone che ad acquistare i testi siano gli istituti:  “L’unico modo per ‘obbligare’ gli editori a diminuire i prezzi, a meno di non voler nazionalizzare l’editoria scolastica, e’ aumentare drammaticamente il potere contrattuale dell’acquirente”. Cosi’ il vicepresidente dell’Aduc (Associazione difesa utenti e consumatori) Pietro Yates Moretti commenta la sollecitazione che l’Antitrust ha inviato al governo affinche’ renda piu’ stringenti i tetti di spesa sui libri scolastici.


L’Aduc suggerisce di seguire il modello gia’ adottato da Stati Uniti e Gran Bretagna: “siano le scuole- dice Yates- ad acquistare i libri di testo e a distribuirli agli studenti che a fine anno li restituiranno per gli studenti dell’anno successivo”. Se i libri vengono danneggiati “lo studente paga per ripararli oppure riacquistarli. La vita media di un libro di testo potrebbe cosi’ essere di cinque anni, con un risparmio dell’80%”. Gli editori sarebbero cosi’ “disincentivati dal produrre una nuova edizione ogni anno con l’intento di evitare il ‘riciclaggio’ dei libri usati”.

 

 

APPELLO DELL'ANTITRUST AL GOVERNO

Rendere i tetti di spesa dei libri scolastici più stringenti, eliminando dalle liste dei testi da adottare i volumi «consigliati», o prescrivendo esplicitamente che anche questi ultimi rientrino nei tetti stessi. Lo chiede l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con una segnalazione inviata al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e al Presidente del Consiglio dei Ministri.

La segnalazione è stata decisa alla luce degli accertamenti sui prezzi dei libri scolastici, effettuati dall’Autorità, in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza, nel mese di agosto 2008, per verificare gli effetti del procedimento istruttorio nei confronti di AIE (Associazione Italiana Editori) e dei principali editori scolastici, concluso nell’aprile 2008 con accettazione di impegni. Dalla mole di dati elaborati emergono aumenti del prezzo di copertina dei libri scolastici sostanzialmente in linea con il tasso d’inflazione.

 

Parallelamente si riscontra però uno sforamento rilevante dei tetti di spesa adottati dal Ministero, se si inseriscono nella dotazione scolastica, oltre ai testi da adottare, anche i testi «consigliati». Di qui l’opzione suggerita dall’Antitrust. In alcuni casi infatti i testi consigliati rappresentano uno strumento che evidentemente l’insegnante intende utilizzare e senza il quale gli studenti non possono seguire efficacemente le lezioni: per questo sarebbe più coerente inserirli nella lista dei volumi «da acquistare», o quanto meno computarli ai fini della verifica del rispetto del tetto di spesa.

 

Per altri volumi (ad esempio dizionari o vocabolari) lo studente dovrebbe essere lasciato libero di utilizzare i testi già eventualmente in possesso della famiglia o di acquistare il testo più economico. Nella segnalazione l’Antitrust evidenzia anche la necessità di specifiche iniziative, da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per promuovere un uso sistematico, da parte dei docenti, dell’elenco telematico AIE (Associazione Italiana Editori): gli insegnanti, potendo individuare i libri avendo a disposizione i testi in commercio per ogni materia, con i relativi prezzi, potranno effettuare scelte che tengono conto dell’intero ventaglio di offerta disponibile.

Secondo l’Autorità un’attuazione stringente dei tetti di spesa con i criteri indicati, unita all’utilizzo della banca dati Aie, potrà esporre le imprese editrici ad una maggiore pressione concorrenziale, promuovendo l’effettiva attuazione delle novità introdotte nel mercato dell’editoria scolastica grazie all’istruttoria dell’Autorità, con effetti positivi in termini di riduzione dei prezzi e miglioramento della qualità. 










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