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RIGNANO FLAMINIO

Quattro indagati verso il processo
"Bimbi abusati e minacciati di morte"

La procura di Tivoli ha chiuso l'inchiesta sui presunti abusi all'asilo Olga Rovere. Tre maestre e un autore tv verso il rinvio a giudizio. I difensori: "Accuse già smentite e ritenute infondate dalla Cassazione"

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La scuola materna  'Olga Rovere' di Rignano Flaminio Roma, 13 gennaio 2009 - Sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata, atti osceni, maltrattamenti verso bimbi, violenza sessuale di gruppo, corruzione di minore, turpiloquio o atti contrari alla pubblica decenza.

 

Sono questi i reati per cui la Procura di Tivoli ha chiuso l’inchiesta nei confronti di tre ex insegnanti della scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio per una serie di presunti abusi avvenuti a danno di un gruppo di bambini nell’anno 2005-2006. Il pm Marco Mansi ha compreso nell’atto d’accusa le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti, Patrizia Del Meglio e per il marito di quest’ultima, l’autore tv Gianfranco Scancarello. La Procura si prepara a chiedere l’archiviazione per un’altra insegnante, Assunta Pisani, per la bidella Cristina Lunerti e per l’immigrato cingalese Kelum Weramuni Da Silva.

 

Li hanno presi e “privandoli della libertà personale” portati “in abitazioni private, nel bagno o in un’aula o in un punto riparato sottostante la scuola frequentata dai minori, ovvero in altri luoghi non identificati”. Si sono serviti dell’utilitaria di Marisa Pucci ma anche di un “pulmino-furgone sottraendoli e ritenendoli contro la volontà espressa o tacita dei rispettivi genitori”.

 

E’ una discesa verso l’orrore quella descritta nel breve capo d’imputazione per il caso degli abusi a Rignano Flaminio. In cui gli inquirenti non risparmiano nulla. Sono quattro i passaggi delle violenze che sarebbero state subìte. Gli indagati, oltre alla Pucci, sono le insegnanti Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e l’autore tv Gianfranco Scancarello.

 

Secondo l’accusa i bambini sono stati indotti “anche con l’suo della violenza o minacce di danni fisici o di morte anche ai rispettivi genitori - a praticare reciprocamente su loro stessi atti di esplicita natura sessuale anche con l’uso di strumenti e con l’inserimento di questi nei genitali femminili delle bambine e con uso lesivo dei suddetti strumenti in danno dei minori di sesso maschile”.

 

Il “gioco della puntura” o “il gioco del pisello”. Queste erano alcune delle pratiche che sarebbero state subìte dai bimbi di Rignano Flaminio, secondo quanto descritto nell’atto di chiusura indagini, sulla base delle dichiarazioni rese in incidente probatorio dai piccoli, nel corso della lunga fase istruttoria. I bambini, secondo quanto spiegato, sono stati sottoposti a “penetrazioni” od hanno “dovuto toccare i genitali e altre zone erogene degli adulti, commettendo detti atti di violenza sessuale in gruppo o comunque essendo tutti o alcuni riuniti nel medesimo posto”.

 

LA DIFESA

 

Dopo la notifica dell’atto di chiusura delle indagini per il caso dei presunti abusi sessuali a Rignano Flaminio, tra gli avvocati della difesa si registra “stupore e sopresa”. L’avvocato Roberto Borgogno, che insieme con Franco Coppi, assiste la maestra Patrizia Del Meglio e l’autore tv Gianfranco Scancarello, spiega: “Sono sinceramente sorpreso nel veder riproposte argomentazioni già smentite e ritenute infondate dal tribunale del riesame e dalla Cassazione, e che non hanno trovato riscontro nell’incidente probatorio”.

 

Il penalista Giosuè Bruno Naso, che assiste un’altra insegnante coinvolta, Silvana Candida Magalotti, ha spiegato: “Le indagini sono state fatte con grande dispiego di mezzi e di energie, ma poi non si è tenuto conto dei risultati, visto che si continua a parlare di trasporto nella macchina della maestra e di uso dell’abitazione nonostante il Ris abbia escluso tracce riconducibili ai bimbi”.

 

Rispetto agli ignoti, che avrebbero collaborato con gli indagati, l’avvocato Naso ha detto: “Non si capisce che cosa abbiano fatto. Confermo quanto ho detto sin dall’inizio di questa vicenda e cioè che siamo di fronte ad una ostinata difesa della’errore iniziale senza un minimo di umiltà intellettuale per riconoscerlo e correggerlo”.










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