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IL CASO ENGLARO

Eluana, i dubbi di Napolitano e Fini
fermano il decreto del governo
La Procura acquisisce la cartella clinica

Pressing politico per tutto il giorno, poi Berlusconi decide: il decreto non sarà esaminato in consiglio dei Ministri. E una volta sospesa per oltre 48 ore, l'alimentazione artificiale non potrà essere ripresa. Il padre: "Su mia figlia violenza incredibile"

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Udine, 5 febbraio 2009 - Non ci sarà alcun decreto per “salvare” Eluana Englaro. La decisione - “non semplice”, viene riferito - è stata presa in via definitiva questo pomeriggio dallo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che non sarebbe riuscito a trovare una mediazione tra ragioni politiche, etiche e personali.

L’esito, alla fine, è che il decreto, pur pronto, non sarà esaminato nella riunione di governo di domani e l’autorizzazione all’interruzione della nutrizione artificiale non potrà più essere sospesa. Nemmeno - viene fatto presente - con successivi interventi normativi. Al di là dei ragionamenti costituzionali o di opportunità di una norma su una materia così delicata, una volta sospesa l’alimentazione e l’idratazione, passate 48 ore, queste non potranno più essere riprese.


Eppure, appena ieri sera era lo stesso premier a confermare che il governo stava “lavorando per intervenire”. Ma con il passare delle ore, tuttavia, le motivazioni a favore di un intervento d’urgenza, già messo nero su bianco dal ministro del Welfare Sacconi, si sono scontrate con molti ‘contro’.

In primis, i dubbi che sarebbero filtrati dal Quirinale. Il testo del dl, a quanto si apprende, non sarebbe mai giunto sul Colle più alto, ma le parole pronunciate da Giorgio Napolitano nei giorni scorsi davano una traccia più che chiara: si regolamenti il ‘fine vita’ ma con un disegno di legge e nella ricerca della massima condivisione politica. In più di un’occasione il presidente aveva invitato a una “discussione non frettolosa” su un argomento così delicato e aveva indicato l’unico luogo idoneo per questo: il Parlamento.


Inoltre con un dibattito già avviato a Palazzo Madama sul testamento biologico il dl non poteva che apparire come uno schiaffo alla centralità delle Camere sempre difesa da Napolitano. Per non parlare del conflitto tra poteri dello Stato dopo una chiarissima sentenza della Cassazione sul caso di Eluana.


Ai rilievi sul profilo costituzionale del decreto si sarebbero aggiunte anche le voci dubbiose levatesi nella stessa maggioranza. Come per esempio quella del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, o del presidente della Camera Gianfranco Fini che ancora oggi ha lasciato trapelare di considerare “un errore” un intervento governativo sulla materia. Non da ultimo, comunque, sul presidente del Consiglio avrebbe avuto un peso anche la considerazione che si tratta di un tipo di provvedimento che divide l’opinione pubblica.


Per tutta la giornata il pressing per
il decreto è stato forte, a cominciare dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che ha chiesto al governo “di intervenire perché non ci si può lavare le mani, il diritto alla vita è garantito dalla nostra Costituzione”. Di convinzione opposta Rifondazione comunista che con Giovanni Russo Spena ha spiegato che “lo stesso presidente Napolitano ha già espresso i suoi dubbi” e il leader del Pd Walter Veltroni che stamani ha incontrato il capo dello Stato al Colle. Per Veltroni un decreto sarebbe “inaccettabile” e la politica deve fare “un passo indietro”.
 

A UDINE

Domani era la data ‘probabile’ in cui lo staff di medici dell’associazione ‘Per Eluana’, che ha in cura la donna nella clinica La Quiete di Udine, avrebbe iniziato la riduzione del 50% della nutrizione, come previsto dal protocollo. Ma ora la procura di Udine potrebbe decidere il sequestro preventivo della sua stanza o della strumentazione, e mentre dopo i dubbi del Colle e la scelta del premier, non ci sarà un decreto legge ad hoc che impedisca lo stop, resta l’ipotesi di un atto amministrativo, come un’ispezione del ministero guidato da Maurizio Sacconi che ha assicurato: “Nessuno stara’ a guardare”.

Intanto la Procura della Repubblica di Udine ha acquisito la cartella clinica di Eluana Englaro. L’acquisizione e’ stata fatta in serata dai Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Udine, che hanno operato su delega del Procuratore Antonio Biancardi. La documentazione sanitaria e’ stata acquisita alla casa di riposo La Quiete insieme ad altra documentazione che il pm Biancardi, titolare dell’inchiesto, ha indicato agli ufficiali di Polizia giudiziaria.


E se il papà Beppino Englaro qualche giorno fa ha detto: “Avere contro tutto il mondo è niente”, ora, di fronte ad un atto del ministero o della procura si “bloccherebbe tutto”, come hanno confermato i suoi legali. Il protocollo che dovrebbe portare Eluana alla morte è stato scritto, sulla base dell’ordinanza della corte di appello di Milano, da Carlo Alberto Defanti, il neurologo di Eluana, Gian Domenico Borasio, ordinario all’università di Monaco di Baviera, e Antonio De Monte, il primario del primo reparto di anestesia dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, che lunedì notte ha accompagnato Eluana nel viaggio da Lecco a La Quiete.


I medici dovrebbero staccare il sondino nasogastrico senza il quale Eluana non può alimentarsi e dovrebbero sospendere l’idratazione. Morire per disidratazione “è uno dei modi più dolci che si conoscano”, risponde di a chi parla di morte atroce, il neurologo Defanti, anche se “non sarà mai possibile sapere se Eluana soffrirà”, perché lei non potrà dirlo, “l’evidenza scientifica ci dice che Eluana non soffrirà”. Ora, in attesa, di fronte alla battaglia che si è scatenata, stanno una donna che da 17 anni è in stato di coma vegetativo e un padre.


”Dal 1992 (quando avvenne l’incidente ad Eluana, ndr.) ho vissuto in maniera disumana - ha detto Englaro in un’intervista prima del trasferimento della figlia da Lecco a Udine - perché Eluana l’ho sempre considerata sempre violentata dalle cure. Per lei questa è una violenza inaudita, inaccettabile e intollerabile. Non era possibile per Eluana accettare questa violenza”. E “solo dopo la conclusione della vicenda “ho l’impressione che entrerò in una dimensione umana”. Una scelta difficile, ma - sembra - senza ombre: “L’idea di pentirmi non mi ha mai sfiorato”, perché - come ribadisce da anni - Eluana, aveva le idee molto chiare su questo argomento. L’anno prima che la sorte la toccasse “era andata a trovare un amico, coinvolto in un incidente motociclistico. Si era resa conto dell’invasività dell’iter rianimativo. Vedeva che il suo amico era invaso in tutto e per tutto da mani altrui. Per lei questo era inconcepibile. Ce lo disse e lo ripeté anche tempo dopo, vedendo che il suo amico rimaneva sempre nelle stesse condizioni. Non ho mai avuto dubbi perchèéle indicazioni di Eluana erano molto precise anzi ci siamo meravigliati fin da subito del fatto che non fossero prese in considerazione”.


Ma dopo i dubbi sollevati da molti e dallo stesso governo, la Procura di Udine potrebbe aprire un fascicolo per verificare la volontà della paziente, sentendo parenti e amici, un “atto dovuto” per vagliare in tutte le sue possibili implicazioni la decisione pronunciata dalla Corte di Appello di Milano, perché in procura sono arrivati “numerosi esposti” e “l’ufficio sta attentamente valutando: alla Polizia giudiziaria sono state delegate all’uopo opportune direttive”, ha fatto sapere laconico il procuratore capo di Udine, Antonio Biancardi, che questa mattina ha incontrato i legali della famiglia Englaro.


Potrebbe anche essere disposto un sequestro preventivo da parte della Procura di Udine della stanza in cui è ospitata Eluana Englaro, o della strumentazione che verrà utilizzata per sospendere l’alimentazione e l’idratazione. E’ questa l’ultima ipotesi della quale si sta discutendo questa sera a Udine. E se la Procura di Udine emettesse un provvedimento cautelare si bloccherebbe tutto, perchè - come ha sottolineato l’avvocato della famiglia Giuseppe Campeis - Beppino Englaro “vuole a seguire la strada della legalità”. E nessun medico potrebbe essere chiamato a violare la legge. Almeno fino a quando non ci sarà una legge che conceda una scelta.

 

I MEDICI: SERVE RISPETTO

"L’Ordine ribadisce il totale riserbo sulla dolorosa vicenda Eluana Englaro in ossequioso rispetto per il dramma umano che investe la famiglia ed in linea con il ruolo istituzionale che è chiamato a svolgere nei tempi e nei modi stabiliti per legge e per regolamentò. Lo afferma una nota a firma del presidente Luigi Conte.

‘L’Ordine diffida chiunque a trascinarci pretestuosamente in schieramenti di una parte o dell’altra ed ancor più - precisa - ad abbandonarsi ad interpretazioni parziali e preconcette del nuovo Codice di deontologia medicà. L’Ordine inoltre nel comunicato ‘richiama tutti i medici indistintamente a tenere ben presente che il Codice di Deontologia non può essere richiamato ed usato come una clava contro i propri colleghi ma ad esso va costantemente ispirato anche il proprio comportamento che sempre deve essere improntato ad equilibrio e rispetto per i propri colleghi pur in presenza di contrasti di opinionè.

‘Stigmatizziamo il comportamento di taluni che inviano mail anonime ai medici di strutture sanitarie indicando nell’oggetto ‘Comunicazione Ordine dei Medicì: l’Ordine dei Medici non c’entra niente con tale incivile comportamento. Abbiamo provveduto a richiedere alla Polizia Postale - conclude la nota - di procedere alla identificazione dei responsabili contro i quali si procederà secondo i termini di leggè.  

 

VELTRONI: LA POLITICA NON S'IMMISCHI 

"Penso che la politica si sta infilando troppo in questa vicenda che non può che essere affidata alla responsabilità e all’amore dei genitori di Eluana e alle sentenze che sono state emanate dai diversi gradi di giudizio". E' durissimo il commento del  segretario del Pd Walter Veltroni.

"Un intervento della politica così pesante - ha detto il segretario del Pd commentando l’intenzione del governo di varare un decreto legge ad hoc - sarebbe per me inaccettabile. Penso che il parlamento dovrà fare una legge sul testamento biologico e che ci siano le condizioni per una legge umana e giusta; ma non è materia nella quale poter fare colpi di scena propagandistici. Questa è materia molto delicata nella quale la politica debba fare un passo indietro e lasciare che le cose siano delineate da fatti oggettivi come l’amore dei genitori per Eluana e le tante sentenze diverse".

 










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