Notizie cronaca
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
ORRORE A NAPOLI

Vendeva le figlie piccole per pochi euro
In manette la madre e cinque pedofili

Le piccole vittime ora sono in una casa famiglia. Le loro prestazioni procuravano i soldi per fare la spesa. la donna avvertiva i cinque orchi via sms

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

VIOLENZA SUI MINORI (ANSA) Napoli, 13 febbraio 2009 - Convivente della madre, zio e tre vicini di casa hanno usato violenza su due bimbe: all’epoca dei fatti, le piccole avevano 8 e 10 anni. I sei arresti sono stati eseguiti ad Afragola, nel rione Salicelle, a conclusione di un’indagine durata oltre un anno da parte della Squadra Mobile di Napoli, sezione minori.

L’inchiesta sulla triste vicenda, come spiega il capo della Mobile Vittorio Pisani, è scattata dopo l’intervento effettuato da alcuni assistenti sociali che avevano affidato le bimbe ad una casa-famiglia, in seguito ad una segnalazione di degrado ambientale in cui vivevano. Con il trascorrere del tempo sono state le piccole a raccontare la loro storia. Quindi, la vicenda degli abusi, che sarebbe durata alcuni anni, è passata al vaglio degli agenti della sezione minori, coordinate dal pm del Tribunale dei Minori.

 

Sono così scattate le manette ai polsi dei 5 orchi e della madre, tutti o quasi allo stato di analfabeta. Il reato contestato agli uomini è quello di violenza sessuale con l’aggravante della minore età, inferiore ai 10 anni. Sono Angelo B., 35 anni, i fratelli Ferdinando, Domenico ed Antonio I., di 31, 32 e 25 anni, e Pasquale Del Prete, 29 anni; la madre, R. I, 36 anni, dovrà rispondere dell’accusa di induzione alla prostituzione e maltrattamenti in famiglia. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, i fatti risalirebbero all’entrata in casa del convivente della donna (il cui marito era sempre fuori alla ricerca di lavoro) che l’avrebbe convinta a far sottostare ai suoi istinti sessuali le due bimbe più grandi.

 Quindi, il giro si sarebbe allargato con la partecipazione di uno zio e di tre vicini di casa. Un altro pedofilo, morto nell’agosto dell’anno scorso, era uscito di scena. Le violenze avvenivano in un posto, chiamato «’o capannone» che non era altro che il sottoscala di un palazzo vicino a quello dove abitavano la donna ed i suoi sei figli, tra cui uno di 2 anni.

 

Per gli investigatori non si trattava di una prostituzione a pagamento, bensì di un piacere da soddisfare per pochi euro: soldi che servivano per fare la spesa. Spesso le bambine ricevevano in cambio delle prestazioni sessuali un «pensierino». La donna avvertiva gli uomini dando appuntamento attraverso il telefono cellulare.

fonte Agi










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca su Quotidiano.Net nel Web