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IL ROGO ALLA THYSSEN

La telefonata choc al 118
"Aiuto, non voglio morire"

In aula è stata fatta ascoltare la telefonata di Rosario Rodinò, operaio morto nell'acciaieria, al 118. Un testimone racconta la tragica sequenza: "Il calore era insopportabile si sentivano esplosioni, c’era fumo"

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lutto alla thyssenkrup: cinque operai morti nel rogo Torino, 13 febbraio 2009 - "Non voglio morire, non voglio morire": la voce di Rosario Rodinò, operaio morto nel rogo alla Thyssen di Torino, è echeggiata oggi in aula al processo,nel corso del quale è stata fatta ascoltare la telefonata dell’una e 43 secondi del 6 dicembre 2007 fatta al 118 da Piero Barbetta, dipendente Thyssen che chiamò per primo il soccorso medico quando si sprigionò l’inferno di fuoco alla linea 5.

 

Barbetta, chiamato a testimoniare, con la voce rotta dal pianto ha raccontato la tragica sequenza degli eventi di quella notte: "Le fiamme erano altissime, bruciavano anche il muro e i mattoni. Arrivato nelle vicinanze della linea 5, ho visto Angelo Laurino e Roberto Scola a terra:completamente nudi, con le scarpe bruciate e solo qualche pezzo di vestito. Mi sono tolto il maglione e gliel’ho gettato addosso, non avevo altro. Mi sono allontanato per chiamare i soccorsi. Il calore era insopportabile - ha continuato Barbetta - si sentivano esplosioni, c’era fumo. Mi sono ritrovato davanti, in piedi, altri colleghi, tutti nudi, li ho riconosciuti solo dalla voce. De Masi mi ha chiesto se aveva la faccia bruciata. Gli dissi di stare tranquillo, di non preoccuparsi. Rodinò urlava: Non voglio morire, non voglio morire".

 

Un video ‘choc’ girato dalla polizia scientifica la notte del rogo alla Thyssen è stato proiettato in aula su richiesta del pm, nonostante la difesa non fosse d’accordo. Il filmato e altre foto prioiettate mostravano le immagini del cadavere di Antonio Schiavone, il primo operaio a perdere la vita nella tragedia dello stabilimento di corso Regina. Alcuni parenti delle vittime e altri operai sono usciti prima che venissero mostrate, altre persone sono scoppiate in lacrime durante la proiezione. A illustrarle è stata chiamata come testimone una ispettrice di polizia, che ai tempi del rogo era in servizio alla squadra scientifica di Torino e intervenuta per i rilievi. L’udienza è da poco terminata. Il processo riprenderà il 17 febbraio.










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