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Assolto Emilio Fede:
non diffamò la Sgrena

Secondo l’accusa Fede omise di dire, commentando il servizio del rapimento, che le parole dell’inviata del Manifesto erano state pronunciate sotto la minaccia delle armi

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  emilio fede (Ansa) Roma, 14 aprile 2009 -  Non diffamò Giuliana Sgrena. Emilio Fede, è stato assolto dall’accusa che lo vedeva imputato, davanti al giudice monocratico della Capitale. Al centro della vicenda una puntata del telegiornale di Rete 4, dell’8 marzo del 2005, durante la quale Fede commentò in modo aspro alcune dichiarazioni della Sgrena sulla resistenza in Iraq.

Secondo il rappresentante dell’accusa Fede omise di dire che le parole dell’inviata del Manifesto erano state pronunciate sotto la minaccia delle armi.
Il giudice, invece, ha dato valore alla ricostruzione del difensore di Fede, l’avvocato Giulia Bongiorno.

 

Anche il Comitato di redazione del Tg4 contro l’Emilio Fede anti-Sgrena. In una nota il sindacato interno stigmatizzò le parole che il direttore aveva usato nel mostrare un video, registrato prima della liberazione della giornalista del Manifesto, in cui la giornalista, ancora sequestrata, ringrazia i suoi rapitori.


Le immagini ritraevano la Sgrena seduta dietro a un tavolino con sopra un cesto di frutta. Una voce fuoricampo riferiva la versione dei guerriglieri sul sequestro e sui tragici fatti del check point nei pressi dell’aeroporto di Bagdad, dove perse la vita Nicola Calipari. Fede non mandò, però, in onda i fotogrammi in cui due terroristi con i mitra in mano apparvero alle spalle della donna.


Nel video la Sgrena disse di esser stata rapita, “perché passata da Nassiriya durante l’occupazione”. Fede, nel corso del telegiornale, spiegò che Nassiriya è la città “dove c’è la missione italiana di pace. Tutto questo a mio avviso - aggiunse il direttore - è una vergognosa e squallida farneticazione”.










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