Notizie cronaca
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
OMICIDIO MEREDITH / IL PROCESSO

In aula è il giorno della scientifica
L'impronta insanguinata è di Guede

Dentro la villetta dove avvenne il delitto identificate 48 impronte: quella sul cuscino della camera da letto appartiene all'ivoriano già condannato a 30 anni. Ma in casa ci sono tracce evidenti anche di Amanda Knox e Raffaele Sollecito

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Amanda Knox entra in aula (Prisma) Perugia, 8 maggio 2009 - L’impronta palmare sporca di sangue ritrovata dalla polizia scientifica sul cuscino della camera di Meredith Kercher appartiene a Rudy Guede, già condannato a 30 anni di galera nel procedimento abbreviato chiesto dallo stesso imputato. L’identificazione è emersa in aula durante l’interrogatorio degli esperti della polizia scientifica.

 

In totale, le impronte ritrovate nel luogo del delitto dai tecnici sono 48. Secondo Giuseppe Privitera, della sezione identità giudiziaria, le impronte apparterrebbero una alla studentessa americana, 17 a Meredith Kercher, una a Rudy Guede, 5 al ragazzo pugliese e il resto alle due italiane che abitavano nella casa di via della Pergola. Nell'appartamento ci sono anche tredici impronte senza identificazione.

 

La Corte di Assise di Perugia, oggi, aveva respinto la richiesta di rinviare le testimonianze presentata dai legali difensori di Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Rinviata, invece, la deposizione della biologa Patrizia Stefanoni, funzionaria addetto della Sezione indagini di genetica forense del servizio di Polizia scientifica, che era prevista per domani.

 

La decisione della Corte è arrivata dopo la richiesta avanzata dalla difesa di Sollecito di poter visionare, prima della testimonianza in aula dell’esperta, parte delle immagini relative al sopralluogo effettuato il 18 dicembre 2007 dalla Polizia scientifica all’interno del casolare di via della Pergola e depositate agli atti una settimana fa.

 

La dottoressa Stefanoni è chiamata a testimoniare su tutti gli accertamenti svolti, sulle modalità operative eseguite, sulle repertazioni, sugli accertamenti tecnici e sui risultati ottenuti. L’esperta è chiamata a riferire anche sull’eventuale possibilità di una contaminazione dei reperti sequestrati durante le fasi delle indagini. Ipotesi, quest’ultima, più volte sostenuta dalle difese.










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca su Quotidiano.Net nel Web