L’uomo, arrestato per omicidio, era contro la relazione perché fra i due intercorreva troppa differenza di età: 18 anni la ragazza, 31 la vittima. Pare inoltre che il ragazzo avesse un passato con problemi di droga. L'omicida in lacrime ha detto agli agenti: "Solo così potevo salvare la mia Sabrina"
Novara, 13 giugno 2009 - Disapprovava la relazione che la figlia 18enne aveva con un ragazzo, 13 anni più grande di lei e a suo dire ‘scapestrato’, così, li ha raggiunti mentre erano insieme su una panchina di un parco e ha colpito il ragazzo più volte con la spranga, fino ad ucciderlo.
E’ accaduto a Novara, nel parco di via Monte Grappa. L’uomo ha raggiunto la figlia e il suo fidanzato 31enne e lo ha aggredito picchiandolo violentemente e ripetutamente con la spranga. Inutili le grida della ragazza e il tentativo di difendere il fidanzato. Il giovane, 31 anni, si è accasciato a terra, in fin di vita.
Alcuni passanti hanno avvertito la polizia che ha trovato il padre della ragazza che vagava a pochi metri di distanza ancora con la spranga in mano e lo ha arrestato. L’uomo si è giustificato davanti agli agenti - spiegano dalla questura - dicendo che aveva sempre disapprovato quella relazione, a causa della differenza di età tra i due e perché considerava il giovane uno ‘scapestrato’: pare che il ragazzo avesse alle spalle un passato di storie di droga. E ai poliziotti, dopo l'arresto, ha detto che quello ''era l'unico modo di salvare la mia Sabrina''
Gli agenti hanno arrestato l’uomo per tentato omicidio, ma il ragazzo è deceduto dopo poche ore all’ospedale di Novara dove era stato portato in fin di vita dall’ambulanza del 118 e ora - spiegano gli agenti - l’accusa è omicidio.