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LOTTA ALLE MAFIE

Crotone, le mani dei boss sul turismo
Roma, maxisequestro di quadri e gioielli

Cinque arresti in Calabria: pizzo e assunzioni obbligate in un complesso turistico. Nella capitale 345 dipinti sequestrati a un boss collegato con famiglie mafiose statunitensi

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No alla mafia (foto Ansa) Crotone, 25 giugno 2009 - I militari della Guardia di finanza del comando provinciale di Crotone hanno eseguito arresti e perquisizioni nelle province di Crotone e Reggio Calabria nell’ambito di un’operazione contro presunti affiliati alla cosca degli Arena di Isola Capo Rizzuto.

Un centinaio di militari ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone accusate di associazione mafiosa ed estorsione e numerose perquisizioni domiciliari. Le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro hanno accertato che l’organizzazione esercitava da anni un controllo totale su un grande complesso turistico residenziale della costa crotonese, il Tucano, (da cui il nome dato all’operazione), composto da oltre 800 unita' immobiliari. Oltre a somme di denaro, il sodalizio imponeva agli amministratori del complesso turistico l’assunzione di personale e l’accettazione di imprese ‘amiche’ per la fornitura dei servizi essenziali.


 

MAXISEQUESTRO A ROMA

La Dia (direzione investigativa antimafia) di Roma ha sequestrato questa mattina a Beniamino Gioiello Zappia, collegato a famiglie mafiose che operano negli Usa, 345 dipinti di diversi autori (tra cui Boldini, Guidi, Sironi, Guttuso, Morandi, Campigli, De Pisis, Fattori, De Chirico, Dalì) e 220 orologi antichi. Sequestrati anche numerosissime pietre preziose e gioielli, monete da collezione, vasi, statue, bronzi e avori di antiquariato.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati anche appartamenti, una gioielleria, terreni, conti correnti, cassette di sicurezza e autovetture. La confisca - precisa la nota - è stata disposta dal tribunale di Roma su proposta del direttore della Direzione investigativa antimafia.


Zappia, collegato alla famiglia mafiosa dei Bonanno di New York, dei Cuntrera Caruana e dei Tirassi, era stato arrestato, e tuttora è detenuto, dal centro operativo Dia di Roma nel 2007 nell’ambito dell’operazione ‘Orso brunò coordinata dalla procura distrettuale antimafia della capitale nei confronti di numerosi esponenti della mafia italo-canadese per i quali il pubblico ministero Giuseppe De Falco ha richiesto e ottenuto il rinvio a giudizio.

 Zappia - conclude - il comunicato - è ritenuto il referente in Italia della famiglia mafiosa che aveva tentato di inserirsi negli appalti per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina e nel controllo della scoietà Made in Italy, con sede a Roma, nella centralissima piazza Colonna.

fonte agi










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