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MATURITA' / L'ESAME CHE NON SI SCORDA MAI

Tocca al temutissimo quizzone
Sondaggio: "E' andata bene al 40%"

La terza prova può contenere diverse tipologie di domande, che riguardino al massimo 5 materie. Si va dalla trattazione sintetica di argomenti , ai quesiti a risposta singola fino a quelli a risposta multipla

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Maturità, il tema di italiano (INfophoto) ROMA, 29 giugno 2009 - Si è svolta stamattina la terza ed ultima prova scritta della maturità: quella composta dalle domande multidisciplinari dai contenuti variabili riguardanti fino a cinque materie svolte durante il quinto anno, ma sinora non affrontate durante gli scritti precedenti. La formulazione di quesiti, molti dei quali a risposte multiple, tipo quiz, potrebbe essere al suo ultimo anno: il ministro dell’Istruzione ha annunciato infatti l’intenzione di trasformarla in un compito standard uguale per tutti.


Anche quest’anno la maggior parte delle circa 13.000 commissioni d’esame ha predisposto un compito con quesiti che prevedono un numero variabile di domande aperte o a risposta multipla (fino a 40). Meno gettonate, invece, le domande a trattazione sintetica di argomenti del quinto anno, i problemi scientifici a soluzione rapida, tali cioè da non richiedere calcoli complessi, i casi pratici e professionali oppure lo sviluppo di un vero e proprio progetto.


All’interno della terza prova i commissari hanno dedicato una parte delle domande all’accertamento della conoscenza della lingua o delle lingue straniere comprese nel piano di studi dell’ultimo anno scolastico. Durante le prove, durate mediamente non tra le due e le tre ore, presidenti e commissari hanno consentito l’uso della calcolatrice.


Oggi però il cosiddetto `quizzone’ non è stato svolto da tutti i 470.000 candidati alla maturità di quest’anno: a Roma, dove le scuole sono rimaste chiuse per la festa patronale dei santi Pietro e Paolo, la terza prova scritta si svolgerà domani.
Stesso discorso vale per gli studenti degli istituti d’arte e dei licei artistici che anche stamattina, per il terzo giorno, sono stati impegnati nella realizzazione del progetto di una scuola materna richiesto in occasione della seconda prova scritta.

 

SONDAGGIO

Subito dopo la prova, studenti.it ha avviato un sondaggione per sapere come è andata. Ebbene, per quasi quattro studenti su dieci la terza prova scritta degli esami di maturita’, il cosiddetto quizzone, e’ andata bene. E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato da Studenti.it in collaborazione con Swg.


Su 2282 votanti, il 38% degli intervistati afferma che la terza prova e’ andata bene, per un 33% ‘’cosi’ cosi’’’. Solo per un 14% e’ andata benissimo, mentre per il 13% e’ andata decisamente male.
Invece, su 2109 votanti al sondaggio ‘’3 prova: quale tipologia ha proposto la tua scuola?’’, il 42% dei maturandi ha risposto di aver affrontato la ‘’trattazione sintetica’’ su un massimo di 5 argomenti.

 


ROMA POSTICIPA

Il cosiddetto `quizzone’, che a Roma si svolgerà martedì perché oggi nella capitale si celebra la festa dei santi patroni, Pietro e Paolo, è stato predisposto nei giorni scorsi da ognuna delle 13mila commissioni d’esame (composta dal presidente esterno, tre commissari interni ed altrettanti provenienti da altri istituti) suddivise per tutto il territorio: ogni compito è stato preparato sulla base delle indicazioni contenute nel ‘Documento di classe’ realizzato per legge entro il 15 maggio dai professori del quinto anno.


Adottata ormai da undici anni consecutivi (fu introdotta nel 1999 dopo l’introduzione di un decreto ministeriale ad hoc, datato luglio 1998), la terza prova può contenere diverse tipologie di domande. L’unico vincolo è che non possono riguardare più di cinque discipline.
E’ ampio il ventaglio di quesiti che comporranno il `quizzone’: si va dalla trattazione sintetica di argomenti (non più di cinque), ai quesiti a risposta singola (da dieci a quindici), fino a quelli (forse più comuni) a risposta multipla (da trenta a quaranta).


I commissari possono però anche proporre problemi scientifici a soluzione rapida, tali cioè da non richiedere calcoli complessi (al massimo due), casi pratici e professionali (anche questi non oltre due) oppure lo sviluppo di un vero e proprio progetto.


Ogni commissione ha comunque
l’obbligo di dedicare “un breve spazio - spiega la normativa - destinato all’accertamento della conoscenza della lingua o delle lingue straniere comprese nel piano di studi dell’ultimo anno”: si tratta di un’esposizione sintetica in lingua o, in alternativa, una risposta breve su uno degli argomenti o uno dei quesiti, a scelta del candidato, sempre fra quelli proposti dalla commissione nell’ambito delle varie tipologie.










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