Cinque province si contendono il primato sui monti del Nord-Est, anche il Comune di Cortina avanza diritti. E la proposta del ticket per l'accesso ai quattro passi riaccende il dibattito fra le istituzioni locali
Belluno, 29 giugno 2009 - Ora che le Dolomiti sono patrimonio dell'umanità, protette dall'Unesco, si fa festa. Ma tra la soddisfazione generale, il party rischia di sfociare in una rissa. Protagoniste le cinque province nel cui territorio le Dolomiti si stagliano. Trento, Bolzano, Belluno, Udine e Pordenone stanno già litigando per decidere chi avrà l'onore di ospitare la fondazione per la gestione.
E, se è vero che tra i due litiganti il terzo gode, il Comune di Cortina, in quanto 'perla delle Dolimiti' comincia già ad avanzare dei diritti. Da parte sua, il presidente della provincia di Belluno, Gianpaolo Bottacin, fa notare che il 60% delle vette ora patrimonio dell'umanità sono proprio nella sua giurisdizione. Gli replica l'assessore bolzanino Michi Laimer, che spiega di aver già trovato una sede per la fondazione presso l'Accademia europea, mentre il governatore trentino Lorenzo Dellai sostiene che le Dolomiti siano 'pluricentriche'.
Ma la fama internazionale dei monti del Nord-Est riporta anche sotto i riflettori la questione del pedaggio che da anni il governatore altoatesino Luis Durnwalder vuole introdurre per ridurre il traffico in alta stagione. Un biglietto, in pratica, per superare in auto i quattro passi dolomitici (Sella, Gardena, Pordoi e Campolongo) che stanno a metà tra le province di Trento, Bolzano e Belluno. Un'idea che, sull'altro versante della montagna, non piace per niente, perché rischia di incidere pesantemente sul turismo.
Durnwalder pare comunque deciso nel suo intento di introdurre il ticket, già dal 2010. Così, si potrebbe arrivare a dover pagare per salire sul versante altoatesino e scendere gratis negli altri due, e viceversa salire gratis da Trento e Belluno e trovarsi a dover pagare per poter scendere dall'altra parte