La terra continua a tremare: il nuovo evento sismico è stato registrato alle ore 13.03 con magnitudo 4.1. Nessun danno, ma decine di persone vogliono tornare nei campi tendati. Berlusconi: "Fuori dalle tende entro settembre"
Roma, 3 luglio 2009 - Una scossa sismica, di magnitudo 4.1, è stata avvertita dalla popolazione in provincia dell’Aquila alle 13.03. Le località prossime all’epicentro sono L’Aquila, Pizzoli e Barete: dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose. La gente e’ uscita subito dagli uffici riversandosi per le strade: nonostante non ci siano danni, comprensibilmente la gente è terrorizzata
E torna a salire il numero dei cittadini che vogliono ritornare a vivere per brevi periodi nelle tendopoli dell’aquilano dopo le tre forti scosse di ieri notte e quella del 4,1 grado delle 13.04 di oggi. Soprattutto nei campi periferici tra questa mattina e il primo pomeriggio sono decine le famiglie che hanno avuto un colloquio con i rispettivi capi-campo per rientrare perché preoccupate dal forte sciame sismisco.
Sono persone che erano rientrare nelle proprie abitazioni perché considerate agibili. Richieste anche di controlli da parte dei cittadini alle proprie abitazioni sono state presentate alla polizia municipale e all’ufficio tecnico. Le zone più colpite dalle ultime scosse sono quelle di Arisca dove il sindaco Cialente alcuni giorni fa aveva chiuse alcune vie al traffico per via di eventuali crolli.
Le scosse della notte invece erano state avvertite solo in parte nelle tendopoli di Paganico, Coppito e piazza d’Armi. Al termine dello sciame sismico sono state controllate tutte le strutture del campo.
L'AQUILA DAY
"Abbiamo deciso di non costruire nessuna newtown ma di aggregare a ciò che già esiste dei quartieri con abitazioni inserite negli ambienti naturali". Silvio Berlusconi apre ‘L’Aquila day’, il workshop organizzato dal ministero dell’Economia con il responsabile di via XX Settembre, Giulio Tremonti.
"Ci aspettiamo suggestioni, nuove idee per la ricostruzione de L’Aquila e dei 48 comuni che la circondano e per il rilancio della sua economia che ha nell’università il suo punto forte", dice nel suo intervento il premier. Intanto il presidente del Consiglio fa un bilancio dei lavori: "Entro settembre - spiega il Cavaliere - nessuno abiterà più in una tenda, con una differenza assoluta rispetto agli altri terremoti in Italia». Berlusconi ribadisce che c’è un anticipo sui tempi e sottolinea che «non ci sarà turbativa all’ambiente pre-esistente".
Il Cavaliere dice di puntare molto sulla nuova università che verrà ricostruita e che sarà «un punto di attrazione per gli studenti e avrà nuove facoltà proiettate verso il futuro». Un accenno, infine, anche alle 500 chiese che - promette il il premier - saranno ricostruite tutte: «in Abruzzo non si può camminare senza imbattersi in una di queste chiese e incontrare quindi un segno della civiltà cristiana», osserva Berlusconi.