Uno dei giovani aggrediti confessa: "Mi spaventa girare per le strade dove ho vissuto per sei anni. Stavo per iniziare un lavoro, lo perderò". Tentato incendio alla sede storica della serata 'Muccassassina'
Roma, 26 agosto 2009 - "Ho paura di tornare dove sono stato per sei anni, di girare per le strade dove ho vissuto. La mia vera paura è quello che mi aspetterà dopo, tutti i problemi legati a quanto accaduto, sia a livello psicologico che professionale". A parlare, ai microfoni di Sky Tg24, è il giovane gay vittima di un’aggresione con il suo compagno, sabato scorso, a Roma. "Avevo un lavoro che stavo per iniziare - ha proseguito - Lo perderò".
Dal Sant’Eugenio dove è stato operato, il ragazzo ha commentato anche il tentativo di dar fuoco la discoteca Qube di via di Portonaccio: "Ho saputo che stanotte è stata incendiata un’altra discoteca. Io non so dove andremo a finire. Non nascondo che mi fa paura rimanere a Roma. So di non avere più libertà. Quello che avrei voluto - ha confessato ancora - è che il mio aggressore fosse andato in carcere subito. Doveva rimanere fino al processo. La notte, in ospedale, avevo veramente paura che potesse tornare".