Ore 5,50: la terra trema nelle Marche
Allarme e tanta paura, ma niente danni
Magnitudo 4.6, avvertito tra le altre località, ad Ancona, Recanati e Macerata. Il sisma è stato molto profondo, 38 chilometri, per questo non ha avuto conseguenze serie. Ma la memoria corre al dramma del '97
Roma, 20 settembre 2009 - Un terremoto di magnitudo 4,6 si è prodotto nelle Marche alle 5:50 di questa mattina. E’ stato avvertito, tra le altre località, ad Ancona (dove era in corso la 'notte bianca'), Recanati e Macerata.
Le località prossime all’epicentro sono Filottrano e Santa Maria Nuova, in provincia di Ancona, e Montefano, Appignano, Recanati, Macerata, in provincia di Macerata.
Il sisma era molto profondo, 38 km, per questo non ha causato danni, e per lo stesso motivo non si attendono repliche, anche se la scossa è stata - per le Marche - la più forte da 10 anni a questa parte.
Le Marche conoscono bene il fenomeno: la rete fissa della Protezione civile registra una sessantina di scosse al giorno, che non vengono però percepite. Il terremoto più recente, con esiti devastanti, è stato quello del 1997, sempre tra Macerata e Ancona ma sulla fascia appenninica, considerata ‘zona acuta’.
Anche allora la terra tremò a settembre, il 26. La prima scossa nella notte, alle 2:33, dell’ottavo grado della Mercalli; alle 11:42 la più forte, 5.9 della Richter. Seguì uno sciame sismico estenuante: 11 mila scosse, di cui 3-4 mila avvertite dalla popolazione, almeno fino al giugno del ‘98.
Fu un trauma per la comunità regionale: quattro morti, lesioni al patrimonio immobiliare (22 mila edifici privati, 2.385 monumentali, 1.336 pubblici), 341 infrastrutture danneggiate, 213 dissesti idrogeologici, 3.687 abitazioni principali evacuate.
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