La menzogna al capolinea
SOLO per rinfrescarci un po’ la memoria. Cesare Battisti è stato condannato all’ergastolo per quattro omicidi. In due casi sparò alla testa o alle spalle delle sue vittime...

SOLO per rinfrescarci un po’ la memoria. Cesare Battisti è stato condannato all’ergastolo per quattro omicidi. In due casi sparò alla testa o alle spalle delle sue vittime. In un altro coprì, arma in pugno, i complici. Nel quarto delitto ebbe il ruolo di organizzatore, in combutta con altri. Questo dicono i processi, celebrati in un Paese che non sarà il paradiso del diritto ma non ne è nemmeno l’inferno. E’ lo stesso Paese che si è battuto, ad esempio, per evitare a Silvia Baraldini le carceri americane e i tanto temuti accanimenti persecutori.
Un pomeriggio di 30 anni fa un gioielliere milanese, Pier Luigi Torregiani, stava riaprendo il suo negozio di via Mercantini quando fu assassinato da tre persone. I «Proletari armati per il comunismo» non gli perdonarono di avere sparato in una precedente rapina che costò la vita a un bandito amico loro. Quel 16 febbraio 1979 Pier Luigi Torregiani era con Marisa e Alberto, due dei suoi tre figli. Li aveva adottati dopo averli incontrati in ospedale con la loro madre naturale che stava morendo di cancro.
Da anni Torregiani combatteva contro un tumore al polmone. Quel pomeriggio l’orefice sparò a sua volta, colpendo il figlio alla schiena. Alberto aveva 15 anni, da allora vive su una carrozzina. «Fu Battisti — spiegò Pietro Mutti, pentito del gruppo — a dirci che bisognava colpire chi aveva sparato ai rapinatori». Nell’unico processo al quale partecipò, Battisti minacciò il giudice Carnevali: «Stai sicuro, veniamo a prendere anche te».
Questo è Cesare Battisti. Terrorista e assassino. Poi scrittore di successo, tanto inviso ai suoi ex compagni quanto incensato da tanti intellettuali francesi che gli hanno perfino pagato i migliori avvocati brasiliani (serviti a poco). Quanto a informazioni, i vari Hollande, Delanoe e Vargas si sono probabilmente fermati al giornale comunista l’ Humanité, secondo il quale Battisti «fu condannato da un tribunale militare riservato ai processi contro l’estrena sinistra».
L’estradizione (Lula permettendo) spazza via anni di menzogne e ipocrisie su un delinquente che al pentimento ha sempre preferito la fuga e la strafottenza. Oreste Scalzone, «esule parigino» come Battisti, ha fatto almeno sapere di sentirsi corresponsabile di alcune azioni violente negli anni di piombo. E Scalzone non ha mai ucciso nessuno. Sembra una banalità dire che la giustizia debba essere la stessa per tutti, si chiamino Battisti, Polanski o Ahmetovich. Purtroppo non lo è.
di Mauro Bassini
16:11 - Politica
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