Amanda: "Non odiavo Mez"
Raffaele: "Ero a casa mia..."
I pm: "Ergastolo a entrambi"
Al termine della requisitoria la ragazza americana ha rilasciato una breve dichiarazione spontanea rispondendo alle accuse mentre l'altro imputato, Raffaele Sollecito, è apparso molto teso
Perugia, 21 novembre 2009 - I pubblici ministeri Manuela Comodi e Giuliano Mignini, al termine della loro requisitoria davanti alla Corte d'assise di Perugia, hanno chiesto la condanna all'ergastolo per Amanda Knox e Raffaele Sollecito, i due fidanzati accusati dell'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. I pm hanno inoltre chiesto che la ragazza americana trascorra nove mesi di isolamento diurno, solo due mesi di isolamento invece per il ragazzo.
I due imputati, ai lati opposti del banco della difesa, sono rimasti impassibili alla richiesta formulata dalla pubblica accusa. Amanda, capelli sciolti in disordine, i lineamenti tirati, è rimasta seduta intrecciando a tratti le mani. Prima, alla fine della requisitoria, durante la proiezione in aula del dvd dagli inquirenti con la ricostruzione dell’omicidio, è rimasta immobile con la faccia girata dalla parte opposta dello schermo.
Poi, dopo le conclusioni del pm con la richiesta della dura condanna, si è alzata per la breve dichiarazione spontanea. "Meredith era mia amica e non la odiavo. L’idea che io mi sia voluta vendicare di una persona che è sempre stata gentile con me è assurda", ha detto.
"Io non ho mai avuto nessuna frequentazione o rapporto con Rudy Guede - ha proseguito Amanda parlando davanti alla Corte d'Assise di Perugia -. Le cose che sono state dette in questi ultimi due giorni sono pura fantasia. Non è la verità e non è la realtà della situazione".
Quindi ha abbracciato una giovane consulente della difesa e, accompagnata dalle guardie carcerarie, è sfilata davanti a Raffaele senza guardarlo. Non si è neanche girata verso le telecamere, come spesso era solita fare magari con un sorriso, ed è uscita dall’aula. Anche Raffaele, lasciando a sua volta l’aula, è apparso molto teso e si è appena girato verso fotografi e telecamere.
Il processo è stato rinviato a venerdì prossimo per l'intervento delle parti civili. Poi parleranno le difese. La sentenza è attesa intorno al 4-5 dicembre.
PARLA SOLLECITO
"Mi sembra di vivere in un altro mondo ed è del tutto irreale. Io quella sera stavo a casa mia. Come fanno a dire quelle cose?". Così Raffaele Sollecito ha commentato con il suo avvocato, Luca Maori, le immagini mostrate oggi in aula dalla Procura e che fornivano una ricostruzione dell’omicidio con immagini virtuali.
Il legale, al termine dell’udienza, ha dichiarato che "la richiesta di ergastolo è stata la ciliegina finale a quella che è stata la requisitoria dei pm in questi due giorni e non poteva che essere questa la richiesta finale". Nessun commento con il legale sulle richieste da parte di Sollecito "perchè - ha detto Maori - è talmente inverosimile quanto è stato indicato dai pm che non c’era niente da dire".
Per l’avvocato, "c’è comunque uno spazio enorme per le difese" e "gli argomenti saranno gli stessi del pubblico ministero, solo al contrario. I pm - ha proseguito - non hanno fatto altro che dare indicazioni tecniche che sono state tutte confutate nel corso del dibattimento". In merito al fatto che il pm Giuliano Mignini si è più volte riferito a Raffaele parlando della sua freddezza, Maori ha detto che "è assurdo dire una cosa del genere. Il pubblico ministero ha fatto riferimento a non so quale criminologo e mi sembra la peggiore teoria lombrosiana.
Perché Raffaele si è dimostrato forse serio e seguiva il processo allora è considerato freddo e quindi colpevole? È aberrante una cosa del genere".
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