Violenza sulle donne
Roma si tinge di rosa
per gridare 'basta'
In corteo da piazza della Repubblica fino a San Giovanni. In Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo. Per gli organizzatori hanno partecipato 10 mila persone
Roma, 28 novembre 2009 - Roma si tinge di rosa in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Un corteo è sfilato per le vie della Capitale, da Piazza della Repubblica fino a San Giovanni, per protestare contro abusi e violenze. Alla manifestazione, partita con un appello su internet sul sito www.torniamoinpiazza.it, avrebbero partecipato 10 mila persone (secondo la stima degli organizzatori).
Hanno aderito sigle e collettivi da tutta Italia, Roma naturalmente, ma anche pullman da Bologna, Perugia e dalla Lombardia soprattutto, e anche da Montalto di Castro in anticipazione della manifestazione di domani per sostegno alla quindicenne vittima di uno stupro di gruppo nel 2007, un branco ‘assolto’ da una sentenza di messa in prova e da molte manifestazioni di solidarietà della popolazione.
Presente tutto il panorama dei collettivi femministi, Affi, Udi, Carc, la Casa internazionle delle donne, Gruppo Donne Presidio No Dal Molin e il Forum delle donne del Prc. Serena Dandini è la testimonial dello spot della manifestazione e anche Dacia Maraini ha dato la sua adesione. Ma a sfilare sono stati anche tanti uomini.
Ad aprire il corteo è stato uno striscione della Casa internazionale delle donne: ‘Basta!’, e molte donne in prima fila portano addosso cartelli con lo stesso imperativo. In molte hanno scelto il rosa come simbolo: un gruppo di ragazze, tutte vestite ‘pink’, hanno ballato e danzato a ritmo di tamburi. Basta alla violenza, al femminicidio, alle discriminazioni, alle limitazioni dell’autodeterminazione della donna, e molti slogan di protesta conto le limitazioni alla Ru486: su un furgone la scritta ‘Ru-voluzione, sul nostro corpo decidiamo noi’. Oppure: ‘No alle ronde in nome delle donne’.
Al centro resta l’autodeterminazione della donna. La manifestazione è stata apartitica per evitare ogni strumentalizzazione. Una manifestazione usata anche per chiedere il rispetto delle scelte delle donne, per questo ci sono molti riferimenti alla Ru486. "L’obbligatorietà dell’ospedalizzazione è una schedatura”, spiega un’attivista arrivata in pullman da Bologna.
In Italia - ricordano gli organizzatori - una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo. Secondo i dati dell’Istat, sono 6 milioni 743 mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale. Tre milioni di donne hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata, quasi mezzo milione nei 12 mesi precedenti all’intervista. Ai danni di mogli e fidanzate i reati gravi: 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa. Un milione di donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner il 70% delle volte e in questo caso lo stupro è reiterato.
Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno. Gli autori sono degli sconosciuti una volta su quattro, nello stesso numero di casi sono parenti (soprattutto zii e padri) e conoscenti.
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