Abruzzo, Bertolaso
attacca le imprese
"Senza casa metà
degli sfollati"
Il capo della Protezione civile lamenta i ritardi nella ricostruzione post terremoto dovuti a "comportamenti sbagliati delle ditte". "Non siamo qui a costruire agriturismi e villaggi vacanze", dice
Roma, 10 dicembre 2009 - «Non siamo qui a costruire agriturismi e villaggi vacanze, siamo qui per dare risposte concrete da parte dello Stato a persone che soffrono». E’ un Guido Bertolaso furibondo quello che, all’Aquila, fa il punto sulla ricostruzione del dopo terremoto, accusando apertamente alcuni comuni e un gruppo di ditte per i ritardi. Con una seconda puntata, a Roma, in occasione della presentazione del rapporto di Legambiente, per attaccare l’abusivismo edilizio che è il «virus» del nostro Paese.
In Abruzzo i tempi per la consegna delle ultime case slitteranno di un mese e non per «motivazioni tecniche o oggettive» ma per «comportamenti sbagliati da parte delle imprese». Il capo della Protezione civile ha minacciato di strappare i contratti se nei prossimi giorni le imprese non si adegueranno ai metodi indicati dal Dipartimento: «Non ho alcuna intenzione — dichiara Bertolaso — di subire ricatti e condizionamenti da chi viene strapagato». Detto fatto sul sito (protezionecivile.it) è comparso l’elenco delle ditte inadempienti insieme con quello delle società che hanno mantenuto i patti.
Il problema, secondo Bertolaso, è sui Moduli abitativi provvisori (Map) all’Aquila e in provincia: delle 1.996 abitazioni da realizzare nei comuni dell’hinterland «ne saranno consegnati meno del 50% entro la fine dell’anno. Significa che, a fronte di 5.200 persone che volevamo mettere dentro le case, ne entreranno 2.400». I Map sono in ritardo anche all’Aquila: su 1.113 moduli previsti «ne sarà realizzato il 60-70%. A fronte di 2.600 persone che ne hanno diritto, ne entreranno 1.600-1.700». Chi non potrà entrare in casa resterà negli alberghi o nelle caserme della città.
«Ma se le imprese si adegueranno si potrà recuperare — ha precisato Bertolaso — hanno pensato che potevano fare i loro comodi e prendersi gli appalti anche se non avevano la forza di farlo, ma noi siamo pronti a strappare i contratti». Situazione differente per le C.a.s.e., le costruzioni antisismiche dell’Aquila dove «le imprese stanno lavorando bene, giorno e notte». Consegnati già 2.737 alloggi per un totale di 8.300 persone; entro la fine dell’anno saranno 3.800 le case pronte e 12.000 gli aquilani che vi potranno abitare. Entro gennaio saranno finite altre 700 abitazioni la cui costruzione è stata decisa in un secondo momento. A oggi le persone senza casa sono 14.000 (negli alberghi della costa e in case prese in affitto dal Dipartimento); 4.000 negli alberghi dell’Aquila e 1.680 nelle caserme della città. Nel giorno delle accuse non sfuggono alla scure di Bertolaso neanche l’Enel e l’Enel gas che il 7 dicembre in Abruzzo «hanno fatto il ponte» mentre «le aziende che devono garantire i servizi non possono permettersi di fare il ponte». Immediata la replica delle società: «Le squadre delle reti elettrica e gas di Enel sono state operative 24 ore 24 anche durante le festività dell’Immacolata».
Il capo della Protezione civile ha poi cercato di tranquillizzare gli abruzzesi sulla sospensione delle tasse per il 2010. Il provvedimento non è previsto in Finanziaria e per questo, oggi, sindaci e amministratori saranno a Roma per una protesta. Secondo Bertolaso il testo sarà inserito nel decreto per la fine dell’emergenza rifiuti in Campania. Da un’emergenza all’altra ieri si è parlato del dissesto idrogeologico in Italia in occasione della presentazione del rapporto di Legambiente. Nell’80% dei comuni a rischio sono state costruite abitazioni in aree esposte a pericolo di frane e alluvioni. Nel 28% dei casi, nelle aree in questione, sono stati edificati interi quartieri e, nel 54%, fabbricati o insediamenti industriali.
di Silvia Mastrantonio
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