Giallo di Garlasco, parla il pm
"Condannate Stasi a 30 anni"
Sentenza tra una settimana
Nella requisitoria chiesto il massimo della pena per un processo con rito abbreviato: contestata la crudeltà. E la morte di Chiara sarebbe avvenuta tra le 12,20 e le 13,49. Secondo la parte civile invece la ragazza sarebbe stata uccisa verso le 9
Vigevano (Pavia), 10 dicembre 2009 - Il pubblico ministero Rosa Muscio ha chiesto di condannare Alberto Stasi a 30 anni di reclusione per omicidio volontario di Chiara Poggi del 13 agosto 2007 a Garlasco con l’aggravante della crudeltà.
Si tratta della pena massima possibile nell’ambito di un processo con rito abbreviato. Il rappresentante dell’accusa ha chiesto inoltre che l’ex bocconiano non benefici delle attenuanti generiche.
Nella sua requisitoria, durata circa sei ore, il pubblico ministero ha ricostruito gli elementi a carico di Alberto Stasi, definiti indizi “chiari e inequivocabili”. Tutti dati che, a parte l’ora del delitto posticipata dopo le 12.20, hanno retto il confronto con le quattro perizie disposte dal Gup. Secondo l’accusa nessuna delle quattro relazioni super partes, a parte quella informatica, ha infatti introdotto novità in grado di capovolgere le proprie tesi.
I rappresentanti dell’accusa si sono soffermati, in particolare, sul racconto di Stasi relativo al ritrovamento del cadavere di Chiara. Una ricostruzione “troppo particolareggiata” per non essere attribuita a una persona presente nel momento del delitto.
Una descrizione impossibile per una persona che abbia avuto solo una visione fugace della scena. Per i Pm l’ex bocconiano ha dunque mentito e solo messo in scena il ritrovamento del cadavere. I Pm hanno ricordato anche le due telefonate senza risposta risultate sul cellulare di Chiara alle 12.46 e 13.26. Chiamate da numero fisso anonimo attribuibili però all’utenza di casa Stasi.
Elementi che fanno pensare a un fidanzato-killer “non preoccupato” di essere scoperto e con tutto il tempo per ammazzare, scappare, lavarsi e liberarsi degli indumenti sporchi prima di inscenare l’allarme come prova la chiamata considerata poco veritiera delle 13.49 al 118. Rosa Muscio ha anche accennato alla bicicletta vista durante la mattina appoggiata nei pressi di casa Poggi e ha fatto riferimento a testimonianze non chiare e comunque condizionate.
Quanto al movente del delitto, i rappresentanti dell’accusa hanno ipotizzato che Chiara e Alberto abbiano litigato in un orario compreso tra la mezzanotte e le due del 13 agosto, orario in cui è stato reinserito l’allarme di casa Poggi.
LA RICHIESTA DI RISARCIMENTO
Con la richiesta di risarcimento di 10 milioni di euro avanzata di nuovo dal legale di parte civile, si è poi conclusa l’udienza. L’elemento di novità dell’udienza di oggi è stata la diversa ricostruzione relativa all’ora della morte di Chiara avanzata dall’accusa e dal legale di parte civile. La prima ha sostenuto che la ragazza è stata uccisa tra le 12.46 e le 13.26 del 13 agosto 2007, mentre per la parte civile l’ora dell’omicidio va collocata tra le 9.12 e le 9.36, orario in cui Alberto cominciò a usare il suo computer.
Queste diverse ipotesi hanno portato i pm e il legale della famiglia Poggi a una ricostruzione differente su alcuni punti, per esempio quello relativo al fatto che Chiara il giorno del delitto non ha risposto alle chiamate fatte da Alberto sul suo cellulare. In un caso perché era arrabbiata, nell’altro perché era morta.
I TEMPI PER LA SENTENZA
Potrebbero anche slittare di uno o due giorni la camera di consiglio e la sentenza nei confronti di Alberto Stasi, il giovane imputato a Vigevano per l’omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco. Lo ha ipotizzato il gup Stefano Vitelli davanti al quale si sta celebrando il processo con rito abbreviato. Il giudice che, come il processo per il delitto di Perugia, ha intenzione di concentrare la discussione, ha assicurato che "al massimo entro la fine della settimana prossima", magari anche il 19 dicembre, si ritirerà in camera di consiglio per la decisione. Questo dipendeà dai tempi necessari alla difesa per la sua arringa.
Sabato prossimo i legali di Stasi, il prof. angelo Giarda e l’avvocato Giuseppe Colli, cominceranno a parlare e se non dovesse bastare una sola giornata il gup fisserà un’udienza supplementare la prossima settimana, forse già lunedì per poi proseguire i lavori in quella già in calendario martedì 15 dicembre. Ciò porterebbe a modificare anche le date delle udienze già programmate per le repliche delle parti e a far slittare il giorno della sentenza che comunque per ora rimane in calendario per il 17 dicembre. Dopodomani, comunque, si sapra’ con esattezza quando ci sarà il verdetto.
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