Carcere per chi provoca valanghe? Messner: "Così si uccide l'alpinismo"
Dopo le ultime vittime di montagna-killer un emendamento del governo propone un inasprimento di pene per chi provoca slavine e danni agli altri

BOLZANO, 8 febbraio 2010 - Dopo l'ultimo weekend di morti in montagna, si torna a parlare della possibilità di inasprire le pene per chi provoca una valanga. In commissione Ambiente il relatore Antonino D'Alì ha presentato un emendamento al decreto legge sulle emergenze che - su proposta della Protezione Civile - prevede addirittura il carcere per chi, provocando una valanga, si rende responsabile della morte di altre persone e cinquemila euro di ammenda per chi scia fuori pista o compie escursioni in montagna quando c’è una situazione di pericolo concreto indicata nei bollettini meteorologici. Il Senato dovrà ora decidere se approvarlo o meno.
Ma c'è già un illustre critico alla proposta: è l'alpinista Reinhold Messner, che commenta: "La minaccia di multe e carcere per chi provoca una valanga è una reazione isterica: con iniziative legislative di questo genere si uccide l’alpinismo". In sostanza secondo l'alpinista non serve una nuova legge per sancire la responsabilità di ogni cittadino nei confronti degli altri.
Come fermare allora il rincorrersi di lutti in montagna? Per Messner "ci vuole dibattito con alpinisti, guide, giudici e politici per stabilire dove finisce il turismo e dove inizia l’alpinismo".
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