Come schiave e costrette a prostituirsi anche se incinta, 14 arresti
L'operazione di polizia denominata 'cerbero' ha stroncato un'organizzazione calabrese che sfruttava la prostituzione. Le vittime erano costrette ad abortire o ad avere rapporti sessuali nonostante la gravidanza. Tra gli atti violenti anche il tentativo di sequestro di una prostituta rumena, residente a Bologna
Cosenza, 9 febbraio 2010 - Donne ridotte in schiavitù, costrette ad abortire o ad avere rapporti sessuali nonostante la gravidanza. È uno degli aspetti emersi dall’inchiesta della Polizia che stamane ha portato all’arresto di 14 persone per sfruttamento della prostituzione, nell’ambito dell’operazione, coordinata dalla procura di Castrovillari, denominata "Cerbero".
Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, l’organizzazione sottoponeva le vittime a controlli severi per coartarne la volontà.
Nunerosi i casi di violenza accertati, tra cui il tentativo di sequestro di una prostituta rumena, residente a Bologna, che l’organizzazione intendeva costringere ad esercitare in Calabria la sua attività.
La violenza degli sfrutatori spesso si scatenava anche fra gli stessi complici, sfociando in scontri fra i gruppi di diversa nazionalità.
agi
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