Morte Raciti, 14 anni a Speziale "Non ho fatto niente di male"
L'ispettore capo di polizia perse la vita il 2 febbraio 2007, durante gli scontri tra i tifosi e forze dell’ordine, fuori dallo stadio 'Massimino' dove si giocava il derby Catania Palermo
Catania 9 febbraio 2010 - Antonino Speziale è stato condannato a 14 anni per la morte dell’ispettore capo di polizia Filippo Raciti, caduto in servizio durante gli scontri tra i tifosi e le forze dell’ordine, fuori dallo stadio 'Massimino' dove si giocava il derby di calcio tra il Catania e il Palermo il 2 febbraio del 2007.
La sentenza è stata emessa dal Tribunale per i minorenni di Catania, presieduto da Nino Minneci, dopo quasi otto ore di camera di consiglio. L’imputato era presente nell’aula bunker di Bicocca alla lettura della sentenza, poco dopo le 19.30. I giudici hanno inflitto a Speziale anche 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.
Alla lettura della sentenza in aula erano presenti l’imputato e i suoi genitori, la vedova di Raciti, Marisa Grasso, e i genitori dell’ispettore di polizia. Secondo l’accusa Speziale durante l’arrivo dei tifosi del Palermo al Massimino avrebbe lasciato il suo posto allo stadio per scontrarsi con gli ultras ‘rivali’ e avrebbe utilizzato un sottolavello in metallo, usandolo a mo’ d’ariete, contro le forze dell’ordine che cercavano di bloccarli. In quell’occasione, davanti all’ingresso della Curva Nord, avrebbe ferito mortalmente, con una lesione al parenchima del fegato, l’ispettore Raciti.
"Sono tranquillissimo perché so di essere innocente. Non non ho fatto niente di male e sono resto sereno. Del resto mi aspettavo questa sentenza". Così Antonino Speziale, presente in aula, ha commentato la sentenza.
Il suo legale, l'avvocato Giuseppe Lipera, non ha dubbi: "E’ una sentenza errata che non sta né in cielo né in terra, lo dico senza avere ancora letto le motivazioni e anticipo già da ora che, poiché in Italia siamo abituati alla giustizia per approssimazione, da ora faremo certamente appello avverso".
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