Giallo di via Poma, l'autopsia: "Vanacore morto annegato"
Oggi i funerali. Intanto iniziano gli accertamenti sui cartelli scritti e lasciati nella sua auto dall'ex portiere dello stabile dove vent'anni fa venne uccisa Simonetta Cesaroni. La Procura indaga per istigazione al suicidio

Taranto, 11 marzo 2010 - Mentre nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Pietro Vanacore oggi iniziano gli accertamenti sui cartelli scritti e lasciati nella sua auto dall'ex portiere dello stabile dove vent'anni fa venne uccisa Simonetta Cesaroni, l'autopsia ha fugato molti sospetti.
Gli esperti hanno confermato infatti la morte per annegamento. Per quanto concerne il possibile avvelenamento bisognerà attendere circa 60 giorni, il tempo necessario ad effettuare gli esami tossicologici sui tessuti prelevati in autopsia.
Dall’esame della parete interna dello stomaco, comunque, non sono risultate tracce visibili dell’anticrittogamico che Vanacore potrebbe aver ingerito prima di gettarsi in mare. All’autopsia hanno assistito due consulenti della famiglia di Vanacore ed uno di Raniero Busco, quest’ultimo sotto processo in corte di assise a Roma per l’omicidio di via Poma.
Nel frattempo la Procura indaga contro ignoti per istigazione al suicidio.
NEL POMERIGGIO I FUNERALI
Si svolgeranno questo pomeriggio alle 15.30 a Monacizzo, frazione di Torricella, in provincia di Taranto, i funerali di Pietrino Vanacore. L’ex portiere di via Poma, al quartiere Prati di Roma, accusato per anni del delitto di Simonetta Cesaroni e poi definitivamente scagionato, che e’ stato trovato cadavere due giorni fa nelle acque dello Ionio, con tutta probabilita’ suicidatosi.
E proprio domani Vanacore, con sua moglie e suo figlio Mario, avrebbero dovuto testimoniare nel processo a carico di Raniero Busco, in corte di assise a Roma, l’ex fidanzato della Cesaroni, imputato per l’omicidio della donna, uccisa a coltellate nell’agosto del 1990.
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