Inchiesta sugli appalti del G8 La 'cricca' gestiva un giro di 350 escort di lusso Tariffa media: 500-700 euro
Intanto il pm Assunta Coccomello avrebbe denunciato un tentativo di frenare l'inchiesta da parte del procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, e del suo aggiunto, Achille Toro (poi dimessosi )

ROMA, 11 marzo 2010 - L'inchiesta sugli appalti per il G8 continua a stupire. Gli inquirenti di Perugia e Firenze avrebbero identificato un maxi-giro di escort di alto bordo - sarebbero addirittura 350 - a libro paga degli imprenditori Diego Anemone e Guido Ballari. Le 'squillo' secondo gli investigatori sarebbero state usate come 'merce di scambio' di favori nel settore degli appalti.
Intanto si apprende che la procura di Roma durante l'inchiesta si spaccò sulla necessità o meno di intercettare Angelo Balducci, Mauro della Giovampaola e Diego Anemone - i principali esponenti della ‘cricca’ - : a tentare di frenare l'indagine, avviata nel 2008, sarebbero stati il procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, e il suo aggiunto, Achille Toro (dimessosi dalla magistratura dopo essere stato indagato per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio).
A dare la notizia è stata proprio il sostituto procuratore di Roma Assunta Coccomello, sentita nei giorni scorsi dai magistrati di Perugia che stanno indagando su Toro. "Ferrara e Toro - racconta il pm - segnalavano la necessità di individuare il passaggio delle somme di denaro per supportare la sussitenza di indizi di corruzione; al massimo individuavano elementi per individuare un abuso di ufficio".
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