Trani, Berlusconi all'attacco Il Csm contro Alfano
Mentre in Spagna ironizzano su Silvio indagati anche il commissario Agcom, Giancarlo Innocenzi e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini. Santoro: "pressioni di dominio pubblico". In Puglia gli ispettori inviati di Alfano che attacca il Csm
Trani, 16 marzo 2010 - Quasi due ore davanti ai magistrati come persona informata sui fatti. Michele Santoro è stato ascoltato oggi dai magistrati della procura di Trani, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte pressioni esercitate per far sospendere la sua trasmissione ‘Annozero'.
"Non posso fornire alcun elemento, non si possono dare informazioni sul contenuto del colloquio avuto con i magistrati", ha detto il giornalista . "Per quanto riguarda le pressioni che ci sono state su ‘Annozero' - ha proseguito - credo che siano pressioni di dominio pubblico, che vanno avanti dall’editto bulgaro in poi, basta leggere i giornali e le dichiarazioni pubbliche fatte dal presidente del Consiglio, e non solo, per comprendere quale sia stata la pressione politica esercitata nei confronti della nostra trasmissione perchè non andasse in onda".
IL PREMIER ALL'ATTACCO
Per Silvio Berlusconi “la vicenda della procura di Trani che controlla il presidente del Consiglio che parla al telefono è un grave segno di libertà mutilata e offesa”.
Parlando a Studio Aperto, il Cavaliere ha aggiunto: “I magistrati che spendono il denaro dei contribuenti per fare costose intercettazioni a tappeto per cercare delle ipotesi di reato di ciò che il premier dice in tutte le sedi, sia in privato che in pubblico. Il tutto in violazione della competenza territoriale e dell’intero codice”.
Ma Berlusconi definisce l’inchiesta di Trani come le "consuete accuse ad orologeria enfatizzate dai giornali compiacenti". "Da quando sono sceso in campo - afferma il premier in un messaggio elettorale indirizzato ai militanti dei Club della Libertà -, alla vigilia di ogni sfida elettorale, l’alleanza ormai scoperta tra la sinistra e una parte della magistratura interviene indebitamente nella campagna elettorale per influenzare il voto dei cittadini".
LE REPLICHE DELL'OPPOSIZIONE
Al premier replicano Pierluigi Bersani e Antonio Di Pietro. "Berlusconi deve capire che noi non ci occupiamo delle questioni giudiziarie - afferma il segretario del Pd -. Stiamo cercando di fare politica e di occuparci dei problemi degli italiani. Quindi smetta di alzare polveroni e si concentri anche lui sulle cose che contano".
Di Pietro invece accusa: "Tutti sanno che la magistratura si interessa a Berlusconi solo perchè il presidente del Consiglio, con pesanti ingerenze e abusi di potere, si intromette in affari e compiti che non gli competono. Sono storie squallide che in una democrazia, degna di questo nome, non dovrebbero accadere".
L'INDAGINE
La procura della città pugliese ha ufficialmente indagato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per i reati di concussione e per "violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario" ai danni del Garante per le Comunicazioni.
Ma il premier non è l’unico 'indagato illustre' di quest’inchiesta dai confini ancora nebulosi: il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi sarebbe infatti iscritto al registro della procura pugliese per favoreggiamento personale nei confronti del presidente del Consiglio, mentre al direttore del Tg1 Augusto Minzolini, anche lui indagato, i magistrati contestano la violazione del segreto istruttorio per aver rivelato i contenuti di un interrogatorio subito 17 dicembre 2009 nel quadro di un’inchiesta sulle carte di credito American Express.
GLI ISPETTORI DEL MINISTRO
Intanto oggi, a Trani, è anche la giornata degli ispettori del ministero della Giustizia. Il Guardasigilli, Angelino Alfano, ha denunciato ieri “gravi patologie” nella conduzione dell’inchiesta, fra cui la competenza territoriale, l’abuso delle intercettazioni e la rilevazione del segreto istruttorio.
L'IRA DI ALFANO CONTRO IL CSM
Un "comportamento inaccettabile che viola la Costituzione e vulnera il sistema democratico della divisione dei poteri". Così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, definisce l’iniziativa del Csm che ha aperto una pratica contro l’ispezione disposta dal guardasigilli alla Procura di Trani. L’iniziativa del Csm, secondo il guardasigilli, "è quanto di più grave si sia mai visto da parte di questo organismo".
"Anzichè aprire una pratica per controllare perchè presso un ufficio giudiziario vi sia stata una gravissima violazione del segreto di indagine - continua Alfano in una nota - anzichè verificare come e perchè il presidente del Consiglio, ministri e parlamentari siano stati intercettati e le telefonate, anzichè distrutte, siano state messe a disposizione dei giornalisti, anzichè investigare su come sia possibile che la competenza territoriale di questi fatti sia ancora oggi mantenuta a Trani in palese violazione di legge, anzichè verificare come sia possibile che un’accusa sortisca contro il presidente del Consiglio a pochi giorni dalle elezioni, il Csm, travalicando i propri poteri, apre una pratica che all’evidenza, tende a comprimere l’attività degli ispettori".
Tutto ciò, conclude Alfano, "è a dir poco preoccupante e dimostra la volontà di cerca magistratura di voler evitare che si faccia luce sulle patologie di inchieste che hanno una chiara ed ovvia valenza politica".
CONCLUSO L'INCONTRO ISPETTORI-MAGISTRATI A TRANI
Intanto si è concluso alle 21:15 il faccia a faccia tra gli ispettori inviati dal ministero dello giustizia e il pubblico ministero della procura di Trani, Michele Ruggiero. Al termine dell’audizione il pm ha detto solo che si è trattato di un incontro "molto corretto".
A chi gli chiedeva come mai l’audizione è durata più di cinque ore, Ruggiero ha risposto che "si tratta di problemi complessi che sono stati affrontati nel reciproco rispetto dei ruoli". Il pm ha anche detto che gli 007 di via Arenula hanno ascoltato separatamente prima il procuratore della Repubblica di Trani, Carlo Maria Capristo e solo dopo è stato ascoltato lui.
Ai cronisti che gli chiedevano se fossero stati risolti i problemi legati alla competenza territoriale il Pm Ruggiero ha risposto di non poter rispondere, come non ha voluto rispondere alla domanda se fosse stato secretato l’interrogatorio di questa mattina di Michele Santoro. Ugualmente evasivo è stato il Pm alla richiesta dei cronisti di sapere quale sarebbe stata l’attività della Procura per la giornata di domani.
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