La moglie è in coma lui chiede l'eutanasia "L'aveva scritto nel testamento"
Anna Busato è in fin di vita per un'emorragia celebrale. Il marito, Martien Van Der Burgt, ha ha incassato il rifiuto dell'Italia e si è rivolto al suo Paese d'origine, ma anche lì non ho trovato nessuno che accogliesse la sua richiesta

Bruxelles, 18 marzo 2010 - Chiede l'eutanasia per la moglie in coma da novembre, ma non riesce a trovare un ospedale che rispetti la volontà della donna espressa nel suo testamento. E' questa la denuncia di un olandese residente in Veneto, Martien Van Der Burgt, fatta a ‘Radio Netherlands international’.
La donna, Anna Busato, è italiana ed è in coma per una emorragia celebrale ricoverata in ospedale a Noale vicino a Venezia. Da qui dovrebbe essere dimessa a breve per rientrare a casa. L’uomo ha incassato il rifiuto da parte delle autorità sanitarie italiane a praticare l’eutanasia e ha quindi deciso di puntare sull’Olanda, considerando che lì è consentita e che la moglie ha la la doppia nazionalità.
Ricerca vana, perché anche in Olanda non ha trovato nessuna struttura sanitaria disponibile. E un medico che ha cercato di essere d’aiuto, ha spiegato Van Der Burgt, è stato bloccato dai suoi superiori per ben tre volte.
"Molti medici italiani sono a favore dell’eutanasia per i pazienti terminali, ma la procedura in Italia è illegale", ha affermato l’uomo, che vive con la moglie in Italia da undici anni.
"Ho deciso allora di perseverare in Olanda, ma nessuno mi ha ascoltato", ha raccontato, spiegando che le strutture sanitarie olandesi hanno sollevato una serie di questioni, fra le quali il fatto che Anna Busato non ha una copertura medico-sanitaria in quel Paese. "Sono dei burocrati. Non hanno tenuto conto dell’aspetto umano", si è lamentato Van Der Burgt.
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