Vanacore, "Troppo imperfetto questo suicidio", i dubbi dopo l'autopsia su Pietrino
In una intervista al Giornale il medico sottolinea le "anomalie" riscontrate nel'autopsia al cadavere dell’ex portiere del Palazzo di via Poma dove nel ‘90 fu uccisa Simonetta Cesaroni. Intanto, il più evidente, ‘’l’acqua e’ bassa, così bassa da rischiare di "non portare a termine il tragico progetto’’. Ma anche la scelta ‘’di un luogo a ridosso di una strada trafficata in pieno giorno’’ e biglietti ‘’troppo grandi e visibili"

Roma, 19 marzo 2010 - Il medico legale avrebbe trovato alcune "anomalie" nel suicidio di Pietrino Vanacore, (l’ex portiere del Palazzo di via Poma dove nel ‘90 fu uccisa Simonetta Cesaroni).
Massimo Sarcinelli, il dottore che ha eseguito l’autopsia, intanto ha notato che il punto dove ha deciso di togliersi la vita Vanacore ‘’l’acqua e’ bassa, tanto che sarebbe stato sufficiente afferrare una roccia con una mano per mettersi in salvo’’, rischiando cosi’ ‘’di non portare a termine il tragico progetto’’. Ma anche la scelta ‘’di un luogo a ridosso di una strada trafficata in pieno giorno’’ e biglietti ‘’troppo grandi e visibili’’.
In una intervista al Giornale il medico, pur sottolineando che ‘’ogni caso e’ diverso dall’altro’’, dice che questo ‘’presenta davvero tanti lati oscuri’’. Di certo, dice, ‘’non e’ in dubbio la morte per annegamento’’, ma ‘’suscita qualche dubbio la decisione di lasciarsi andare in quel tratto di mare’’ dove poteva essere facile salvarsi, perche’ ‘’di solito una persona che intenda suicidarsi preferisce non correre il rischio’’ che ‘’prevalga l’istinto di sopravvivenza’’.
Non e’ ‘’comune’’, poi ‘’la lucidita’ mostrata da Vanacore nel predisporre il suicidio, il modo in cui si e’ premurato di far ritrovare il corpo legandosi una caviglia con una fune fissata a un albero’’.
Quanto al veleno, un anticriptogamico che Vanacore avrebbe ingerito, fatto che sara’ accertato dall’esame tossicologico, ‘’puo’ essere servito da narcotizzante’’: questo, conclude l’esperto, spiegherebbe anche ‘’la zeppola e i due bocconi di pane, mangiati prima e subito dopo’’ l’assunzione del veleno, ‘’forse per cancellare il sapore sgradevole ed evitare il vomito. In ogni caso sono in corso altri accertamenti’’.
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