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Il Papa riceve Peres e augura la pace tra israeliani e palestinesi

Il presidente israeliano a Castelgandolfo per un incontro col Pontefice. L’auspicio di Benedetto XVI è che "la ripresa dei contatti diretti a Washington aiuti i due popoli a raggiungere un accordo rispettoso"

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Castelgandolfo, 2 settembre 2010 - Il presidente israeliano Shimon Peres è a colloquio con Benedetto XVI nella residenza estiva del Papa, a Castelgandolfo. Nello stesso Palazzo Apostolico, il capo di Stato ha incontrato in precedenza il segretario di Stato Tarcisio Bertone.

Shimon Peres è arrivato nella cittadina laziale intorno alle 9, accompagnato da cinque collaboratori, dei quali due sono donne, per compiere una visita dei giardini delle Ville Pontificie con una guida d’eccezioone, il direttore del complesso Saverio Petrillo. Con Papa Ratzinger i rapporti sono più che amichevoli, dopo la calorosa accoglienza che il presidente israeliano riservò al Pontefice in occasione della visita in Terra Santa del maggio 2009.

Il presidente israeliano Shimon Peres ha donato al Papa una Menorah d’argento, alta 30 centimetri. Nella dedica incisa alla base di questo particolare candelabro ebraico, che è venerato in tutte le sinagoghe, Benedetto XVI è definito "il pastore che cerca di guidarci nei territori della pace e della benedizione". La scelta del dono - consegnato dal capo di Stato al termine del colloquio privato - è molto significativa in quanto completa la simbologia iniziata lo scorso maggio con il gesto compiuto insieme da Peres e Ratzinger di piantare un ulivo. Infatti la Menorah e l’ulivo come simboli di pace sono presenti nella visione del profeta Zaccaria: questi vide appunto una Menorah con a fianco due alberi di ulivo che fornivano d’olio sette lampade come fossero gli occhi di Dio abbraccianti la terra, come Logos, Luce del mondo, e tra le fiamme apparivano sette parole che un angelo aiutò a decifrare: "Non con l’esercito, nè con la forza ma con il mio spirito".
 
La Menorah che venne custodita dal popolo ebraico
nell’Esodo non è mai stata ritrovata. Per gli archeolgi sarebbe quella scolpita sull’arco di Tito 70 a. C.: da qui la leggenda che vorrebbe fosse giunta a Roma e poi nascosta in Vaticano. La stessa tesi, assolutamente falsa, è sostenuta anche da chi ritiene che sia stata portata a Costantinopoli, poi trafugata dai vandali, quindi seppellita a Rennes le Chateau, o, secondo altri, giunta in Africa e, poi comunque riportata da Belisario a Costantinopoli. Da qui sarebbe infine finita nei forzieri del Vaticano o ancora sarebbe in fondo al Tevere, gettatavi da portuali ebrei che lavoravano al porto di Ostia, affinchè non finisse in mani pagane.

Papa Ratzinger ha risposto al dono di Peres con una medaglia di bronzo collocata all’interno di una cornice di travertino, copia della medaglia posta da Papa Alessandro VII, nel 1657, all’interno della prima pietra del colonnato nord della basilica di San Pietro. Sulla medaglia è inciso il progetto iniziale di sistemazione di piazza san Pietro, disegnato da Bernini.

Il colloquio privato è durato circa 40 minuti e in precedenza Peres aveva incontrato per 30 minuti il segretario di Stato Tarcisio Bertone e il ministro degli Esteri vaticano, mons. Dominique Mamberti. Entrmbi gli incontri sono stati precedutida un giro nei giardini della residenza estiva del Papa a Castelgandolfo. Guidato dal direttore delle Ville Pontificie, prof. Saverio Petrillo, il presidente si è soffermato in particolare presso i ruderi della villa di Domiziano e nel giardino del Belvedere luoghi dove, durante la Seconda Guerra Mondiale, trovò rifugio la popolazione di Albano vittima dei bombardamenti ma anche numerosi ebrei che grazie all’ospitalità offerta da Pio XII poterono sfuggire alla deportazione.

L’auspicio di Benedetto XVI - espresso personalmente dal Papa e dal segretario di Stato Tarcisio Bertone al presidente israeliano Shimon Peres questa mattina - è che "la ripresa dei contatti diretti a Washington aiuti a raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due popoli e cpace di portare una pace stabile in terra Santa e in tutta la Regione".

"Durante i cordiali colloqui - si legge in una dichiarazione vaticana emessa al termine della visita di Peres a Castelgandolfo - è stato ricordato il pellegrinaggio che Sua Santità ha compiuto in Terra Santa nel 2009 ed è stata ribadita la condanna di ogni forma di violenza e la necessità di garantire a tutte le popolazioni dell’area migliori condizioni di vita". Negli incontri, "non è mancato un riferimento al dialogo interreligioso e uno sguardo d’insieme alla situazione internazionale".

Mentre i negoziati vanno avanti per arrivare al riconoscimento di un regime fiscale compatibile con il servizio sociale svolto dagli organismi della Chiesa a favore della popolazione palestinese, Israele dovrebbe allentare un po' la pressione che esercita attraverso gli enti locali (ad esempio con l’invio di bollette salatissime e minacce di distacchi). E i lavori della bilaterale dovrebbero essere più spediti perchè a circa vent’anni dall’avvio del confronto ancora non si è giunti alla sua conclusione.

È questo il succo del messaggio affidato oggi dal Papa al suo amico Shimon Peres, presidente israeliano con il quale i rapporti sono ottimi dopo la calorosa accoglienza (e la difesa dagli attacchi dei media) riservata al Pontefice dal capo di Stato in occasione della visita del maggio 2009 in Terra Santa.

Un memento pronunciato prima con linguaggio diplomatico dal segretario di Stato e poi ribadito da Ratzinger con il garbo e la fermezza che tutti gli riconoscono.

"I rapporti tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede" ma anche "quelli delle autorità statali con le comunità cattoliche locali", sono stati infatti - insieme alle prospettive di pace che si schiudono a Washington per il Medio Oriente - al centro del colloquio di 40 minuti tra il Papa e Peres ed anche di quello del presidente israeliano con il segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone, e il responsabile vaticano per i rapporti con gli stati, mons. Dominique Mamberti: "al riguardo - riferisce una nota vaticana - si è sottolineato il significato del tutto particolare della presenza delle comunità cattoliche in Terra Santa e il contributo che esse offrono al bene comune della società anche attraverso le scuole cattoliche". Infine, "si è preso atto dei risultati raggiunti dalla Commisisone di lavoro impeganta da anni nell’elaborazione di un Accordo relativo aquestioni di carattere economico e si è auspicata una rapida conclusione del medesimo".

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