Palermo commemora il generale Dalla Chiesa Napolitano: istituzioni
sostengano i magistrati
Il ministro dell'Interno Rovberto Maroni: "La nostra attenzione verso le mafie sarà massima fino a quando non saranno sconfitte". E su Matteo Messina Denaro: "Speriamo di arrestarlo presto"
Palermo, 3 settembre 2010 - "Contiamo di raggiungere a breve buoni risultati quanto alla cattura di Matteo Messina Denaro". Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni nel suo intervento a Palermo in occasione del 28esimo anniversario dell’uccisione del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa.
In due anni, ha spiegato, sono stati catturati 26 dei 30 più pericolosi superlatitanti: "Ne mancano 4. Una media eccezionale di uno al mese. Spero che nei prossimi mesi si riesca a colmare anche questo vuoto. Ci sono squadre specializzate che se ne stanno occupando e sono fiducioso che si possa raggiungere presto l’obiettivo della cattura di Messina Denaro".
"La prossima settimana - annuncia il ministro - entrerà in vigore un piano straordinario contro la mafia approvato dal Parlamento all'unanimità. Ciò prova che l'azione di contrasto al crimine organizzato trova il sostegno di tutte le forze pur nel momento di concitazione politica che stiamo vivendo e nel quotidiano contrasto di opinioni".
Maroni spiega che il governo sta conducendo una "battaglia senza sosta" contro la criminalità organizzata. E ancora: "La nostra attenzione verso le mafie è e sarà massima fino a quando la mafia non sarà sconfitta".
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione dell'anniversario ha inviato al prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso, un messaggio in cui rinnova ai familiari delle vittime i sentimenti di vicinanza e gratitudine di tutti gli italiani e la sua personale e solidale partecipazione: "Servitore dello Stato di grande rigore civile e morale, da alto ufficiale e da prefetto della Repubblica, il generale Dalla Chiesa pose costante impegno nell’azione di contrasto al terrorismo e alla mafia adottando metodi investigativi atti a fronteggiare efficacemente l’espandersi di fenomeni criminali che andavano segnando tragicamente il nostro paese".
"Le sue capacità, il suo coraggio e la sua determinazione - prosegue - lo resero punto di riferimento della comunità nazionale, ma anche obbiettivo della delinquenza mafiosa che ne eseguì l’omicidio con modalità spietate nell’intento di provocare un diffuso stato di intimidazione. La sua morte contribuì invece a far crescere un ancora più ampio e diffuso moto di indignata e consapevole difesa di quei valori di giustizia, democrazia e libertà per i quali egli si era battuto anche a costo della vita".
Poi rivolge un appello. "Il ricordo del sacrificio del generale Dalla Chiesa - afferma il Capo dello Stato - è perciò ancora oggi preziosa occasione per rafforzare, specialmente nei giovani, la cultura della legalità e il senso della democrazia, e per rinnovare un convergente e deciso sostegno delle istituzioni repubblicane e della società civile all’attività di contrasto delle organizzazioni criminali svolta dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, al fine di contenerne la capacità di controllo del territorio e di infiltrazione nella economia, nazionale e internazionale".
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