G8, spunta una nuova lista: 100 nomi nel mirino dei pm
E’ stata trovata nel computer del commercialista di Anemone. C'è anche un Berlusconi. Accertamenti su 250mila euro versati sul conto corrente di un giudice, Ghedini: "Nessuna novità"
Roma, 4 settembre 2010 - Case e soldi. Ristrutturazioni nelle abitazioni e negli uffici di clienti potenti e operazioni bancarie sospette. Spunta una nuova lista di 100 nomi nell’inchiesta della procura della repubblica di Perugia sui grandi appalti per il G8 della Maddalena e i 150 anni dell’Unità d’Italia.
E’ stata trovata nel personal computer del commercialista dell’imprenditore Anemone. Lo riferiscono alcuni giornali. Nella nuova lista comparirebbe anche il cognome Berlusconi. I magistrati vogliono verificare - si legge negli articoli - se si tratti del presidente del Consiglio o di un familiare.
Dopo una recente segnalazione di Bankitalia gli accertamenti si concentrano su 250 mila euro versati lo scorso anno da un avvocato sul conto corrente del giudice De Lise, il presidente del Consiglio di Stato che allora guidava il Tar del Lazio. Quest’ultimo, riferisce il Messaggero, spiega: “Cado dalle nuvole, ma quell’anno comprai una casa e ne vendetti un’altra”.
Inoltre, si legge ancora, in vista del verdetto della Corte di cassazione sulla competenza dei pm umbri, gli investigatori hanno acquisito nuovi elementi relativi al filone d’indagine che riguarda l’ex procuratore Achille Toro e a quello sull’ex ministro Claudio Scajola.
GHEDINI: NESSUNA NOVITA' - "Come sempre vengono pubblicate notizie, coperte da segreto di indagine e senza alcun riscontro al solo scopo di diffamare il presidente Berlusconi - dice Nicolò Ghedini, deputato pdl e avvocato del premier - La asseritamente nuova lista dei lavori eseguiti dalla ditta Anemone per quanto riguarda il presidente Berlusconi non rappresenta alcun elemento di novità. Come già documentalmente comprovato per la precedente lista si tratta di alcuni modesti lavori di manutenzione eseguiti dalla ditta Anemone, una delle società più apprezzate nel settore edile".
"È quindi evidente -rimarca Ghedini- che in questa lista non vi è altro se non la riproposizione dei lavori che nella prima erano indicati con la dicitura Palazzo Grazioli. Tali lavori erano stati ordinati da Forza Italia quale adeguamento di alcuni locali utilizzati a Palazzo Grazioli dal partito". "Il prezzo dei lavori -conclude- è stato regolarmente fatturato e regolarmente pagato. Era quindi sufficiente un modesto approfondimento per evitare di lanciare sulle prime pagine dei giornali una notizia del tutto infondata".
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