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Sakineh, disperato appello Il Vaticano: seguiamo il caso Frattini: l'Iran sia clemente

Il figlio chiede aiuto al Pontefice e al governo. La Santa Sede: possibile intervento diplomatico. Il ministro degli Esteri: opportunità nuovo clima di fiducia con la comunità internazionale

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Teheran, 5 settembre 2010 - Ore terribili per la sorte di Sakineh. L'esecuzione di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana di 43 anni condannata alla lapidazione perché colpevole di adulterio e complicità nell'omicidio del marito, potrebbe avvenire oggi.

Dopo aver denunciato la condanna della donna a 99 frustate, a cui sarebbe già stata sottoposta, il figlio di Sakineh, Sajjad Ghaderzadeh, 22 anni, ha rivolto un appello al Papa e al governo italiano per fermare l'esecuzione della madre. "Esorto il capo della Chiesa, papa Benedetto XVI - ha detto - a intervenire per salvare la vita di mia madre", per fermare le "atrocità ingiustificate" cui è sottoposta.

"Ho paura per me, ma soprattutto per mia sorella" ha aggiunto Sajjad. "Abbiamo ricevuto in questi giorni diverse telefonate dal ministero iraniano dell'Intelligence, che ci chiedeva di presentarci presso la sede di Tabriz (la città in cui vive la famiglia, ndr). - Per ora ci siamo rifiutati di presentarci perchè abbiamo paura, non sappiamo cosa ci vogliano fare, cosa stiano programmando contro me e mia sorella".

 È proprio la sorella minore a preoccupare maggiormente Sajjad."Io di giorno lavoro - spiega il giovane, che è controllore sui trasporti pubblici - e lei resta sola in casa per quasi tutta la giornata. Ogni volta che esco penso a lei e spero che non le succeda qualcosa di brutto". "Purtroppo in Iran non c'è nessuno che ci sostenga, tranne il nostro avvocato, Javid Houtan Kian - dice - Ci sentiamo soli, abbandonati, nessuno ci protegge qui. Per questo la nostra unica speranza è la comunità internazionale, perché in patria nessuno ci aiuta". Il tono della voce del giovane si fa ancora più grave quando parla della madre. "Per ora non ci sono sviluppi processuali - spiega - sembra che l'autorità giudiziaria sia detetminata a lapidarla".
 

 VATICANO - "Quando la Santa Sede è richiesta in modo appropriato perché intervenga su questioni umanitarie presso autorità di altri Paesi, come è avvenuto molte volte in passato, essa usa farlo non in forma pubblica, ma attraverso i propri canali diplomatici". E' quanto afferma il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi in riferimento al caso di Sakineh e all'appello del figlio.

 "La Santa Sede segue la vicenda con attenzione e partecipazione. La posizione della Chiesa, contraria alla pena di morte, è nota e la lapidazione è una sua forma particolarmente bruta". Pochi minuti dopo aver lanciato l'appello alcune fonti vaticane avevano riferito che la Santa Sede sta "seguendo da giorni con molta attenzione quanto sta avvenendo in Iran a proposito del caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani".

GOVERNO - Pronta la reazione del ministro degli Esteri all'appello del figlio di Sakineh. "Ribadisco a nome del governo italiano il più forte auspicio che l'Iran consideri un atto di clemenza per salvare Sakineh da un'orrenda punizione offensiva della dignità umana. Salvare Sakineh da questa sofferenza offrirebbe un'opportunità per l'Iran per creare un nuovo clima di fiducia con la comunità internazionale". "Ribadisco -aggiunge Frattini- la mia disponibilità a incontrare il ministro degli esteri iraniano Mottaki per favorire insieme, nel comune interesse, una positiva soluzione del caso".
 

"GRAZIE TOTTI" - L'adesione del capitano della Roma, Francesco Totti, alla campagna internazionale lanciata da Aki-Adnkronos International per salvare dalla lapidazione Sakineh Mohammadi Ashtiani, “è molto importante, gliene sono grato”. È quanto afferma Javid Houtan Kian, avvocato di Sakineh. Dopo aver aderito alla campagna , sia Totti sia Rosella Sensi, presidente della Roma, hanno deposto mazzi di fiori sotto una gigantografia di Sakineh esposta sulla facciata del Campidoglio. Il gesto ha prodotto una grande eco in Iran, dove Totti e la sua squadra di calcio sono molto seguiti.

L'agenzia di stampa nazionale, l'Irna, ha annunciato che boicotterà per almeno un mese la squadra, evitando di pubblicare notizie sul suo conto.

“È stato un gesto importante - dice l'avvocato Houtan Kian - per questo esprimo a Totti il mio affetto, anche in qualità di tifoso della Roma”. “Speriamo nell'aiuto che ci arriva dall'estero - prosegue - perché in Iran, tranne alcuni attivisti per i diritti umani, ci hanno lasciato tutti soli”.“È importante che la comunità internazionale, oltre a sostenere Sakineh, sostenga anche la sua famiglia e me, perché siamo tutti sotto pressione - dice - Io ho subito minacce e sono sotto il controllo degli agenti dell'intelligence, che pochi giorni fa hanno fatto irruzione nel mio ufficio, sequestrando decine di fascicoli di miei clienti condannati a morte”. “Spero che si mobilitino le istituzioni internazionali, che il Parlamento europeo si pronunci a sostegno di tutti noi”, conclude. Una risoluzione degli Eurodeputati sul caso di Sakineh è attesa per la prossima settimana. 

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