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Sarah, spunta un testimone Ricerche ancora senza novità

Un giovane ha visto la ragazzina mentre andava dalla cugina, proprio poco prima della scomparsa. L'ipotesi rapimento è la pista più concreta. Molte segnalazioni a 'Chi l'ha visto'

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Sarah Scazzi, la quindicenne scomparsa ad Avetrana, nel Tarantino (Ansa)
Sarah Scazzi, la quindicenne scomparsa ad Avetrana, nel Tarantino (Ansa)

Roma, 5 settembre 2010 - Spunta un testimone che avrebbe visto Sarah Scazzi, il giorno in cui è scomparsa, il 26 agosto, in un tratto di strada tra via Raffaello Sanzio fino a via Grazia Deledda, l'ultima traversa a sinistra alla fine della quale abita la cugina Sabrina, che aspettava Sarah per andare al mare. E gli inquirenti, che giudicano il testimone attendibile, stanno restringendo a quel tratto di strada le indagini sul momento della scomparsa della giovane di Avetrana. Il giovane ha riconosciuto Sarah dopo avere visto delle sue foto sui giornali e ha chiamato i carabinieri.
Tempi e luoghi della testimonianza corrispondono con quanto finora ricostruito circa gli ultimi movimenti della ragazza e le indagini sono sempre più focalizzate sull’ipotesi rapimento.

IL TESTIMONE - Il teste e’ un giovane di Erchie (Brindisi), che era diretto al mare, alla guida di un’auto e da solo. Percorrendo via Kennedy, la strada che porta alla litoranea, ha intravisto la ragazzina e poi l’ha superata mentre lei camminava sul marciapiede di destra, dopo aver attraversato evidentemente la carreggiata. Lì Sara era praticamente a meta’ strada tra la sua casa, in vico II Verdi, e quella della cugina, in via Grazia Deledda. Il ragazzo ha detto ai carabinieri di non aver notato nulla di strano, proseguendo in direzione della litoranea e non immaginando che sarebbe stata l’ultima persona a vedere la ragazzina prima che scomparisse. E’ li’ che si fermano le tracce di Sara, due-tre minuti prima di imboccare a destra via Raffaello Sanzio e poi svoltare a sinistra per via Deledda, dove l’attendeva la cugina. Poco piu’ di 200 metri di strada nei quali la figura di Sara e’ svanita.

IPOTESI RAPIMENTO - Sara potrebbe essere stata affiancata da un’auto con a bordo qualcuno che conosceva, ed essere stata convinta a salirvi. Ma gli investigatori non escludono che la ragazzina possa essere stata tirata con la forza in auto: aveva le cuffie alle orecchie e stava ascoltando musica, potrebbe non essersi accorta del pericolo e non aver avuto il tempo di invocare aiuto.


Intanto i tecnici informatici
della Polizia di Stato di Taranto e Bari stanno esaminando i profili su Facebook aperti a nome di Sara. Tre erano stati aperti a nome Sara Scazzi, l’ultimo - tre giorni prima della scomparsa - con lo pseudonimo di Sara Buffy, personaggio ammazzavampiri di una serie televisiva noir americana. Entro pochi giorni si sapra’ se in quei profili si nasconda un traccia utile a scovare dove sia finita la quindicenne.

I carabinieri, le altre forze di polizia, la Protezione civile e molti volontari hanno scandagliato il territorio palmo a palmo alla sua ricerca con l’ausilio di sommozzatori, elicotteri e unità cinofile, spingendosi anche nelle vicine province di Brindisi e Lecce. Sono stati esaminati pozzi, cave, masserie, casolari, canali e ovviamente la vicina zona costiera.

CHI l'HA VISTO - Si moltiplicano anche le segnalazioni da tutt’Italia alla redazione di «Chi l’ha visto», la storica trasmissione di Rai3, condotta da Federica Sciarelli, che tornerà in onda il 15 settembre dopo la pausa estiva, ma che in questi giorni si sta occupando del caso attraverso il suo sito on line.
"Stiamo lavorando a tutto campo per Sarah - riferisce la Sciarelli - Siamo in contatto con la famiglia e con la polizia alla quale inviamo, per verificarne l’attenbilità le segnalazioni, davvero tantissime, che ci stanno arrivando. Soprattutto dal nord. Tanto che pensiamo ci possa essere una ragazzina che le somiglia parecchio e stiamo valutando l’ipotesi di lanciare uno spot per invitarla a farsi avanti ed evitare così confusione".
Piste privilegiate? "Non ne seguiamo mai una sola per principio -dice- piuttosto le battiamo tutte, pronti sempre a cambiare idea. È il nostro approccio. Il caso di Elisa Claps ci insegna. Non va sottovalutato nessun dettaglio e non va mai abbassata la guardia.  Certo spesso si tratta di scomparse volontarie. Nel caso di Sarah la mamma è convinta che non sia così. Ma stanno passando troppi giorni. Speriamo comunque che alla fine si faccia viva".

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