Maroni: "Immigrati, chiederò di espellere quelli non in regola"
Il Ministro dell'Interno prepara il vertice di Parigi: "Non sono 'cattivo', sono regole che ha stabilito l'Europa". Milano, il cardinale Tettamanzi: "Garantire il diritto di culto: sì alla moschea"

Cernobbio, 5 settembre 2010 - Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha confermato che, durante la riunione con i colleghi europei, domani a Parigi, chiederà che "gli Stati possano espellere i cittadini comunitari che non rispettano le regole stabilite dalla direttiva 2004 dell’Ue" sulla possibilità di stabilirsi negli altri Paesi.
"Non è che il ministro dell’Interno sia cattivo", ha affermato parlando con i giornalisti durante una pausa dei lavori del Forum Ambrosetti a Cernobbio. Ma - ha avvertito - si tratta di "regole che ha deciso l’Europa". "Oggi - ha spiegato - se queste regole non vengono rispettate, noi siamo impotenti: per questo, chiederò che i governi abbiano la possibilità di applicare la direttiva Ue e che passano quindi, espellere chi non rispetta le regole stabilite".
LA MOSCHEA A MILANO - Il ministro si tira fuori dalla polemica sulla mancanza di una moschea per i musulmani di Milano. "Io sono il ministro dell’Interno, non costruisco moschee", ha affermato sempre a Cernobbio, dopo aver ricordato l’intervento per la messa in sicurezza della moschea di Viale Jenner. "Prendo atto della posizione del cardinale Luigi Tettamanzi", ha replicato ai cronisti che gli chiedevano un commento sull’appello a favore della costruzione di un luogo di culto per i musulmani lanciato, in una intervista, dal vescovo di Milano.
TETTAMANZI. "DIRITTO DI CULTO" - L’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, ha lancia un appello a favore dei musulmani del capoluogo lombardo affinché sia, al più presto, costruita una moschea. “Gli islamici di Milano - ha detto il porporato - hanno diritto ad avere un posto dove pregare”. “Spesso - ha aggiunto - la politica strumentalizza il problema aumentando il livello dello scontro”.
“Le istituzioni civili milanesi - ha dichiarato Tettamanzi - devono garantire a tutti la libertà religiosa e il diritto di culto. La mancanza della moschea è un problema grave, che bisogna risolvere urgentemente. La questione interroga la città nel suo complesso. Le autorità locali devono cercare di trovare una soluzione in tempi brevi: rimandare il momento in cui la questione sarà affrontata, può solo incancrenire la situazione e aumentare la tensione”.
La presa di posizione di Tettamanzi arriva proprio nel periodo in cui sta per finire il Ramandan, il mese di digiuno e preghiera dei musulmani che a Milano, ancora sono costretti a riunirsi in luoghi di fortuna come garage o palestre. All’inizio del mese sacro islamico anche il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, aveva auspicato un tavolo istituzionale per trovare un rimedio alla mancanza di un luogo di culto per i musulmani della città che, nonostante i divieti del comune, stanno facendo nascere una moschea non autorizzata nella periferia est di Milano.
Nel dicembre 2009, all’indomani delle critiche di Tettamanzi allo sgombero forzato di un campo Rom alla periferia di Milano, il quotidiano leghista La Padania aveva duramente attaccato il cardinale proprio per le sue posizioni a favore del dialogo religioso definendolo un “imam” piuttosto che un vescovo cattolico.
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