Freddato il sindaco 'ecologista' di Pollica: "Era stato minacciato"
Agguato contro Angelo Vassallo, 57 anni, primo cittadino nel Salernitano. Tra le piste la guerra di appalti per un porto. Alfano: "Un delitto che non resterà impunito"
POLLICA (Salerno) 7 settembre 2010 - È stato facile per il killer. Facile uccidere il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, 57 anni. È bastato attirarlo in una stradina in salita e bloccarlo. Poi, quando ha tirato il freno a mano alla sua Audi e ha tentato di uscire dall’abitacolo, gli ha scaricato addosso l’intero caricatore di una pistola 9 x 21. Una morte atroce, a poche centinaia di metri dalla sua casa, ad Acciaroli.
Per Vassallo, sindaco ecologista, molto legato alla tutela delle bellezze del suo territorio, non c’è stato nulla da fare: il suo cadavere è stato trovato dal fratello Carlo, allarmato dalla moglie che non lo vedeva rientrare. La donna, intorno alle due, aveva provato a chiamarlo. Ma il telefonino suonava a vuoto. «Troppi i colpi esplosi — ha detto il sostituto procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, Alfredo Greco —, troppi per un territorio dove non si è mai registrata una mentalità violenta».
La ferocia dell’agguato fa pensare a un delitto deciso altrove (il procuratore di Vallo della Lucania, Giancarlo Grippo, stima la matrice camorristica «al 50 per cento»), ma gli inquirenti lavorano a tutto campo: sotto il microscopio ci sono i documenti e il pc del sindaco, alla ricerca — anche nella vita privata o negli atti amministrativi del Comune — di possibili moventi che possano aver determinato l’odio di un sicario pronto a esplodere nove colpi contro la vittima.
Tra le tante testimonianze raccolte dagli inquirenti tra parenti, amici, tecnici comunali e amministratori, c’è l’indicazione di un’auto vista nei pressi del luogo dove è stato rinvenuto il cadavere. Una delle ipotesi dei pm potrebbe legare la morte del politico agli appalti per il porto di Acciaroli (le frazioni di Acciaroli e Pioppi dipendono dal comune di Pollica), uno dei principali approdi tra la Campania e le Eolie. Allo stesso tempo Vassallo potrebbe essersi fatto dei nemici negli ambienti degli spacciatori per la sua continua battaglia contro la droga in paese.
«NEGLI ULTIMI mesi era preoccupato. Si era incupito, non era più lo stesso, come se qualcosa lo tormentasse», dice Carla Rispoli, ex vicesindaco ed attuale assessore del piccolo centro del Salernitano. «Aveva ripreso l’abitudine di uscire in barca col suo gozzo — racconta —. Qualche giorno fa mi aveva confidato che alla fine di questo mandato avrebbe chiuso con la politica perché voleva tornare a condurre una vita normale. Domenica sera — aggiunge — aveva provato a contattarmi. Ho quattro sue telefonate sul cellulare, intorno alle nove. Quando ho richiamato, non mi ha risposto». Sgomento e incredulità tra i familiari di Vassallo. «Angelo non aveva paura di nulla, qualcuno mi ha detto che aveva ricevuto minacce. Questo non lo posso dire, sarà la magistratura ad accertarlo. Però credo che qualche problema possa averlo avuto», dice Carlo, uno dei quattro fratelli. «Abbiamo fatto una vita in mare. Glielo dicevo sempre di lasciare tutto, ma la passione per la politica l’ha portato a questo punto», aggiunge tra le lacrime.
Cordoglio anche dal mondo istituzionale e politico: tra gli altri, i ministri Maroni, Prestigiacomo e Carfagna, il segretario del Pd Bersani e il presidente del Copasir, D’Alema, uniti nel ricordare il lavoro svolto dal sindaco di Pollica e nell’auspicare piena luce sull’agguato. L’autopsia sulla salma verrà eseguita con ogni probabilità mercoledì. L’ora della morte sarebbe stata stabilita intorno alle 22.15: in questo senso fa supporre l’orologio della vittima trovato con le lancette ferme proprio a quell’ora
di Nino Femiani
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