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"Ciao Tommy, ecco i tuoi pastelli" Doni per l'alunno
che non ci sarà

Parma, un banco vuoto in prima elementare. Libri e pupazzi per il piccolo Onofri. Cerimonia sulla tomba. La madre: "Una messa, il regalo più bello"

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Tommaso Onofri (ansa)
Tommaso Onofri (ansa)

Parma, 8 settembre 2010 - CI SARÀ un posto vuoto in un’aula di prima elementare alle scuole Don Milani o in un altro istituto di Parma. Un posto che sarebbe stato occupato da un bambino che due giorni fa ha compiuto sei anni. Il saluto alla mamma, la prima occhiata alla maestra. Un copione eterno, mai scritto eppure immutabile. Ma Tommy non si siederà mai in quel banco. Perché Tommaso Onofri è stato strappato dal seggiolone, rapito e ucciso la sera maledetta del 2 marzo 2006. Per un mese la tomba di un bambino di diciotto mesi è stata una fossa scavata con fretta furiosa dai suoi assassini al Traglione, sul greto dell’Enza, zona solitaria tra Parma e Reggio Emilia, desolata, popolata la sera da poche, tenaci prostitute in attesa dei radi clienti. Fino al primo aprile quando Mario Alessi, oggi all’ergastolo, non conduce gli inquirenti fino al luogo di quella sepoltura indegna. Si lavora di ramponi e forconi fino a quando un forcone non solleva un lembo di indumento. E si scava con le mani e Tommy appare, il viso schiacciato sulla terra.

 

RICORDARE TOMMY, i suoi sei anni mai compiuti. Tommy scolaretto mancato. Pioggi di regali. Com’è giusto per un compleanno, com’è doveroso per il primo giorno di scuola. Nel cimitero di Tizzano, un bambino ha lasciato sulla sua tomba un libro, una matita con la figura di un ranocchio e un biglietto: «Anch’io quest’anno comincio la prima e vorrei tanto averti come compagno di banco». Il Traglione è un piccolo sacrario. I due angioletti portati da nonna Marisa. Anche Paola, la mamma di Tommy, la conosce solo così: «E’ una anziana signora di Parma. Non lascia passare un Natale, una Pasqua, non dimentica un compleanno. Viene nell’ufficio postale dove lavoro. Fa la coda aspettando il suo turno. Quando l’ho davanti tira fuori il regalino: «Questo è per il mio Tommino». Dalla tata Giancarla un vaso di calle con tante matite colorate.

 

DA UNA RAGAZZA dell’associazione «Tommy nel cuore» un trenino con sei vagoni e sei candeline. Perché per tutti Tommy vive ancora e si sta preparando al suo esordio scolastico. «Mi chiedo — si interroga la mamma — che scolaro sarebbe stato e mi rispondo: un po’ discolo, un peperino». Un topino candido di pezza. Le macchinine di un bambino parmigiano. Viene da Maranello il gattino di peluche di un dipendente della Ferrari. Da Livorno una rana verde di ceramica. Da Genova quattro vasi di fiori. I messaggi dei detenuti. Nessuno ha dimenticato le cento corone ai funerali di Tommy giunte dalle carceri di tutta Italia. I detenuti di Verbania avevano regalato una mountain bike a Sebastiano, il fratello più grande. Paola li ha ringraziati andando in carcere qualche giorno fa, ha incontrato una rappresentanza di dieci detenuti, è tornata con un mazzo di fiori. Il Traglione è stato ripulito da erbe e rifiuti per il saluto a Tommy, per la messa celebrata da padre Giacomo Spini, il prete che l’aveva battezzato. Negli occhi di Paola Pellinghelli lacrime vinte, come sempre. «Sono molto contenta perché sono riuscita a realizzare quello che volevo: una messa per Tommy al Traglione. E’ il regalo più bello che gli avremmo potuto fare. L’assessore all’ambiente Cristina Sassi è stata con noi dall’inizio. Ci ha aiutato a fare pulizia, in stivali e maglietta. In quella occasione ha detto una cosa molta bella, vicino al cippo che ricorda Tommy: che sarebbe diventato un luogo della memoria. Ci siano riusciti».

 

«LASCIATE che i bambini vengano a me», Vangelo di Marco. «Anche noi — prosegue padre Giacomo, sotto il cielo plumbeo — possiamo invocare lo spirito sui piccoli, sui bambini che stanno per iniziare la scuola, sul cammino della loro vita». Un pensiero per Paolo Onofri, il padre di Tommy, che da due anni vive nel tunnel oscuro della vita vegetativa dopo un infarto: «Dio accompagni lui e chi si trova in situazioni simili in questa esperienza così misteriosa». Per un momento mamma Paola assume un’aria di glorioso trionfo: «Alla fine vince Tommy. L’ho detto dall’inizio. Ha sempre vinto lui e continuerà a vincere».
 

dall’inviato GABRIELE MORONI

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