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Gli studenti a Napolitano: "Non firmi la legge Gelmini" Caos al Senato sul voto

Previsti cortei e presidi. Flash mob a sorpresa: fiori ai poliziotti davanti a Montecitorio. Bagarre a Palazzo Madama, nel caos approvati 4 emendamenti. Schifani: "Votazioni da ripetute"

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Roma, 21 dicembre 2010 - Un pomeriggio bloccato da una disputa regolamentare, approvazione di emendamenti delle opposizioni con voti prima ‘certificati’ dalla vicepresidente di turno, la leghista Rosy Mauro, poi annullati dal presidente Renato Schifani dopo quasi due ore di sospensione della seduta dell’aula del Senato.

Gli emendamenti al ddl Gelmini dati erroneamente per approvati saranno rimessi in votazione domani in Aula: è la decisione presa a maggioranza dalla Giunta per il Regolamento al termine di una riunione durata quasi un'ora. Le opposizioni hanno dichiarato la loro contrarieta' alla decisione della Giunta.
Per la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro la soluzione trovata e' soltanto un espediente. ''Alla Camera l'emendamento soppressivo di un articolo e' stato bocciato. In sede di coordinamento formale - ha spiegato Finocchiaro - la Camera non ha apportato nessuna correzione. Lo stesso accadra' in Senato. Il risultato e' che noi voteremo lo stesso testo della Camera''.

 
L’esame dell’aula sulla riforma universitaria si è arrestato alle 21 con tre emendamenti (e il voto finale sull’articolo 6) accantonati in attesa delle conclusioni della Giunta del regolamento. L’aula è riconvocata alle 9.30 domani, ma le previsioni originarie di un voto finale entro la seduta della mattina sono a questo punto da rivedere: ci sono ancora centinaia di emendamenti e 24 articoli sui quali l’aula si deve esprimere. “Sì, può essere”, ha risposto il ministro Mariastella Gelmini a chi le chiedeva se considerava probabile uno slittamento a giovedì mattina del voto finale sul provvedimento.
 

BAGARRE A PALAZZO MADAMA In un momento di grande caos, la Presidente di turno del Senato, Rosi Mauro, ha dichiarato in aula l’approvazione dell’emendamento 6.26 sul ddl università. Si tratta di un emendamento del Pd, primo firmatario Vincenzo Vita. In realtà gli emendamenti approvati sono quattro, ma ne sarebbe bastato uno solo per costringere la Camera alla quarta lettura del ddl, facendo saltare in questo modo l'approvazione definitiva prevista con il voto di domani in Senato.

Ul presidente del Senato Renato Schifani ha deciso di annullare le votazioni sugli emendamenti al ddl Gelmini, nelle quali la vicepresidente leghista Rosy Mauro aveva proclamato approvati quattro emendamenti delle opposizioni. Riprendendo la seduta dell'aula, Schifani ha sostenuto di averlo deciso "su richiesta delle opposizioni, prima ancora che un esponente dell'opposizione mi facesse presente che la vicepresidente Mauro, evidentemente per errore, avesse dato per approvati alcuni emendamenti".
 

“La mia decisione è quella di ripetere le votazioni perché c’e’ stata una situazione di irregolarita’ delle votazioni”, ha detto Schifani riaprendo la seduta. “Stiamo vivendo un momento delicato anche sul fronte delle tensioni”, ha sottolineato invitando alla “responsabilita’” i parlamentari. Schifani ha spiegato che “in occasione della votazione su alcuni emendamenti, dal 6.21 al 6.32, l’aula ha vissuto un momento di caos tale da non consentire ai senatori di capire quanto si stava votando. Fatta questa verifica - ha proseguito -, prima ancora di sapere quello che avrebbe detto l’opposizione sulla presunta votazione di alcuni emendamenti, avevo concordato con i capigruppo di maggioranza e opposizione di procedere alla rinnovazione di quelle votazioni”. Una decisione “presa in buona fede” e “confermata” dalla presidenza.

VOTAZIONI A RAFFICA - La bagarre scoppiata nell’Aula al Senato, con la ‘performance’ della presidente di turno Rosi Mauro che protesta con l’opposizione e aumenta il ritmo delle votazioni sulla riforma universitaria, è finita subito su Youtube.  Nel video si vede chiaramente la presidente di turno Rosi Mauro mettere in votazione una serie di emendamenti e al 6.26, presentato dal Pd primo firmatario Vicennzo Vita, si sente gridare ‘’E’ approvato’’. "Non ci può essere neppure la controprova del tabellone elettronico - spiega Felice Belisario dell’Idv - perché le votazioni si sono svolte per alzata di mano".

Sull'emendamento 6.26 Rosi Mauro, prima di mettere in votazione, ha anche dichiarato in aula il parere contrario del Governo. La formula è poi inequivocabile: «Chi vota a favore, chi contro, è approvato». Nel parapiglia Mauro ha anche dichiarato «approvati» altri tre emendamenti: il 6.21, il 6.303 ed il 6.23.

La versione integrale del filmato dei lavori, pubblicato su Youtube da Italia dei Valori, consente di verificare che sono stati approvati anche gli emendamenti 6.21 e 6.23 del Pd, primi firmatari Maria Pia Garavaglia e Vincenzo Vita, e 6.303 dell’Idv, primo firmatario Pancho Pardi.
Tra l’altro il primo emendamento del quale ha proclamato l’approvazione, il 6.21, essendo soppressivo del comma 5 dell’articolo 6 del ddl Gelmini, avrebbe dovuto precludere la votazione dei due successivi, il 6.303 e il 6.23, che intervenivano per modificare lo stesso comma 5.
Diverso il caso dell’altro emendamento approvato, il 6.26,m che modifica il comma 10 dell’articolo 6 e quindi non sarebbe in alcun caso stato precluso dall’ok ai precedenti emendamenti.
 

LA MOBILITAZIONE DEGLI STUDENTI - Studenti in piena mobilitazione, oggi e domani, contro il voto finale sulla riforma dell'università. A Roma è previsto il corteo nazionale. La mappa della mobilitazione degli studenti sul sito www.Ateneiinrivolta.org.

Dalla Sapienza a Montecitorio va di scena la protesta universitaria, contro il Ddl Gelmini, con dibattiti e assemblee nelle singole facoltà. Gli studenti dell`Istituto italiano di studi orientali, nella facoltà di lettere della prima università di Roma, si sono riuniti in sit-in questa mattina in solidarietà con i 5 studenti in sciopero della fame (FOTO) da giovedì scorso: due di loro infatti hanno già manifestato problemi di salute.

LETTERA A NAPOLITANO - Se il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firmerà il ddl Gelmini “sancirà la cancellazione del Diritto allo Studio, uno dei diritti fondamentali della Costituzione intesa come patto fondante della nostra società, che garantisce equità e democrazia - scrivono gli studenti de La Sapienza al capo dello Stato - Noi non siamo disposti a renderci complici del processo di restaurazione di uno stato autoritario, corrotto e autoreferenziale, che garantisce diritti e privilegi a pochi potenti a danno del resto della società. Si renda anche lei indisponibile a questo disegno eversivo: non firmi, sarà così in piazza anche Lei al nostro fianco”.

“Siamo le studentesse e gli studenti della Sapienza in mobilitazione - scrivono a Napolitano - da due anni in difesa dell’Università e della Formazione Pubblica. In questi ultimi mesi sono stati occupati quasi tutti gli atenei, abbiamo occupato i monumenti, ci siamo riuniti nelle assemblee, siamo saliti sui tetti, abbiamo invaso le strade e bloccato le città, tutto per far sentire la nostra voce al paese e bloccare la riforma”.

“Nella giornata di oggi assistiamo al passaggio finale dell’attacco al mondo dell’istruzione pubblica da parte di questo governo, inserito in 20 anni di politiche di privatizzazione che tentano di smantellare il diritto allo studio. Abbiamo dimostrato al paese come le istituzioni ‘democratiche’ - continuano i collettivi - siano sorde alle richieste e alle istanze che provengono dai conflitti e dalle lotte sociali che nei territori si stanno producendo”.
 

FIORI A MONTECITORIO - Studenti che regalano fiori a poliziotti (FOTO): eccolo il flash mob a sorpresa annunciato dagli stiudenti . A pochi metri dalla Camera, un gruppo di studenti cerca di consegnare fiori alle forze dell’ordine che presidiano Montecitorio, mentre al Senato si va verso l’approvazione del ddl Gelmini. Un dirigente della Polizia accetta i diversi mazzi di fiori davanti alle telecamere, facendo notare ai ragazzi che gli uomini in divisa non possono accettarli. Clima disteso con qualche poliziotto imbarazzato dall’iniziativa degli studenti.

Qualcuno nota che nel mazzo ci sono un po’ di crisantemi ma questo non rovina il carattere festoso della manifestazione. Gli studenti spiegano che “non c’e’ contrapposizione tra manifestanti e forze dell’ordine. Questo clima da stadio- osserva uno di loro- è ingiustificato, nessuno vuole fare la guerra allo Stato, vogliamo solo manifestare pacificamente”.

 

CORTEI IN TUTTA ITALIA -  A Torino, Palazzo Campana, storica sede delle facoltà scientifiche della città, è stato nuovamente occupato ieri da centinaia di studenti della facoltà di Matematica. Nel pomeriggio, a Genova sono in programma dibattiti nei diversi poli e un corteo funebre per l`università pubblica.
Un`intera giornata di assemblee a Milano in vista di domani, quando ci sarà un presidio di fronte alla sede dell`Università Statale, da cui muoveranno i cortei.

A Bologna, è prevista una assemblea pubblica di universitari e studenti medi. Una delegazione bolognese sarà a Roma per la manifestazione nazionale.
Anche a Firenze, i collettivi studenteschi annunciano per domani un corteo e blocchi del traffico. A Napoli, un gruppo di universitari ieri ha occupato la sede del Cepu; i ragazzi delle medie hanno sfilato in corteo. Oggi nuove proteste. Proteste anche a Palermo dove domani ci sarà il quarto “Blocchiamo tutto day”, organizzato da universitari e studenti delle superiori.

DENUNCE DELLA DIGOS - Sessanta giovani sono stati denunciati dalla Digos per manifestazione non preavvisata in relazione alle iniziative attuate dai promotori della protesta studentesca il 14 dicembre. Altri otto sono stati identificati e denunciati perchè ritenuti responsabili del lancio di oggetti nei confronti delle forze dell’ordine.

È il primo bilancio a conclusione di una prima tranche delle indagini della questura di Roma, che sta ancora esaminando i filmati degli incidenti. Per quanto riguarda le annunciate proteste studentesche di piazza di domani, in una nota la polizia ribadisce che «procederà alla denuncia degli autori di manifestazioni in luogo pubblico non preavvisate» come previsto dalla legge.

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