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Polemica a Milano "Via quel cartellone di moda troppo osé"

Genitori e maestre contro un maxi cartellone pubblicitario che ritrae una bella modella di spalle che mostra parte del suo fondoschiena. Il marchio si difende: "Foto artistiche"

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La pubblicità della linea Silvian Heach primavera-estate 2011 (internet)
La pubblicità della linea Silvian Heach primavera-estate 2011 (internet)

Milano, 24 febbraio 2011 - E' polemica a Milano per l'affissione di un maxi cartellone pubblicitario che ritrae una bella modella di spalle che mostra parte del suo fondoschiena. L'immagine è quella della campagna della nuova collezione di abbigliamento donna Silvian Heach primavera-estate 2011 e fa bella mostra di sè in diverse città, ma a scatenare il caso nel capoluogo lombardo è la sua esposizione sulla fiancata di un palazzo che confina con il cortile della scuola elementare di viale Puglie.

La foto in bianco e nero, scattata al Central Park di New York e firmata da Terry Richardson (considerato un grande del settore), ha fatto insorgere mamme e maestre. Dall’istituto comprensivo Renzo Pezzani, in zona Corvetto, la dirigente e la sua assistente non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, ma hanno fatto sapere di "aver avvisato i vigili e le autorità competenti" per chiedere l'immediata rimozione del manifesto.

Anche i genitori hanno protestato con il Comune "non per moralismo, ma per questioni di opportunità". La foto, dicono, potrebbe aver turbato gli scolari.

Critiche a cui, però, risponde la Arav, la società proprietaria del marchio Silvian Heach, spiegando che le immagini incriminate "hanno connotazioni artistiche". Tramite il legale Angelo D'Alessandro l'azienda evidenzia che "la donna è stata sempre posta al centro dell’attenzione con il massimo rispetto per il suo decoro e la sua dignità". E proprio per questo, "sarebbe stato consigliabile non confondere la volgarità con espressioni artistiche ed essere piu’ cauti nel dare apodittici giudizi morali, che rischiano - spiega l’avvocato - di apparire evidentemente ipocriti, laddove sganciati dalla realta’ sociale del momento".

L’immagine della modella con il sedere in bella vista e le altre della campagna firmata dal provocatorio Richardson sono "opere d’arte, con le quali l’artista non aveva alcuna intenzione di strumentalizzare il corpo della modella, ma semplicemente di esaltarne la bellezza, evidenziando il capo di abbigliamento indossato. Quindi, tale rappresentazione - conclude D’Alessadro - non puo’ essere minimamente considerata offensiva e volgare".

Fonti interne all’azienda spiegano che per ora non si pensa di ritirare la campagna, anche perché durava soltanto due settimane ed è praticamente agli sgoccioli. Da una parte, conoscendo il talento provocatorio di Richardson, in Arav si pensava a un effetto choc della campagna, pianificata a dicembre, ma non si prevedeva l’eco suscitata da queste foto - che non sono certo le prime osé nel mondo della moda - imputata più al momento storico che a un’eccessiva audacia, tanto che Richardson è già stato confermato per la prossima campagna pubblicitaria.

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