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Caso Garraffa, Dell'Utri assolto a Milano: "Il fatto non sussiste"

Era accusato di tentata estorsione, insieme al boss mafioso Vincenzo Virga, anch'egli assolto con la stessa formula, ai danni dell'ex patron della pallacanestro Trapani, Vincenzo Garraffa

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Marcello Dell'Utri, 68 anni (Ap / Lapresse)
Marcello Dell'Utri, 68 anni (Ap / Lapresse)

Milano, 20 maggio 2011 - Il senatore Marcello Dell'Utri è stato assolto dall'accusa di tentata estorsione ai danni di un imprenditore siciliano, neò processo d'appello tris al tribunale di Milano. Dell'Utri era accusato di aver cercato di estorcere denaro, insieme al boss mafioso Vincenzo Virga, anch'egli assolto con la stessa formula, ai danni dell'ex patron della pallacanestro Trapani, Vincenzo Garraffa.
 

L'assoluzione e' arrivata al termine dell'appello-tris dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio una precedente sentenza di secondo grado. Il sostituto procuratore generale di Milano aveva chiesto la condanna a due anni di reclusione.

 GARRAFFA - Annuncia un ricorso in Cassazione l'avvocato Giuseppe Culicchia, il legale di Vincenzo Garraffa. "Siamo molto sorpresi del verdetto perche' fino ad ora i fatti non erano stati mai messi in discussione e Garraffa e' stato considerato, anche dalla Cassazione, un testimone credibile". In aula, al momento della lettura del dispositivo, era presente lo stesso Garraffa che si e' definito "amareggiato" per come si e' concluso il processo.

 

PROCESSO DI PALERMO - Secondo gli avvocati di Marcello Dell’Utri l’assoluzione incassata oggi influirà nel giudizio della Cassazione chiamata a valutare la legittimità del processo di Palermo in cui il senatore del Pdl è stato condannato in appello a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. “Riteniamo che la Cassazione chiamata a verificare l’impianto accusatorio del processo sul piano della legittimità non potrà non tener conto di questa assoluzione”, ha detto l’avvocato Giuseppe Di Peri che assiste il senatore insieme al collega Pietro Federico. Questo perché, ha dichiarato Di Peri, “il giudice di Palermo ha motivato la condanna anche in relazione a questa vicenda, che c’entrava modo incidentale. Oggi questa coloritura negativa è stata completamente cancellata: riteniamo che la Cassazione, chiamata verificare impianto accusatorio sul piano della legittimità, non potrà non tener conto di questa assoluzione”. Il legale ha ricordato che Dell’Utri a marzo è stato assolto anche dall’accusa di calunnia aggravata, pure citata nelle motivazioni della sentenza palermitana. “Un’assoluzione” con la formula “perché il fatto non sussiste non fa che legittimare tutto quello che noi abbiamo fatto”, ha concluso.
 

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