Sonniferi ai compagni, Paoloni nega tutto "Mai fatto nulla per far perdere la mia squadra"

L'interrogatorio del portiere è durato quasi 7 ore. Giannone, Buffone e Parlato passano dal carcere ai domiciliari. Domani stessa misura per Pirani e Erodiani. Pisacane del Lumezzane: "Avvicinato da Buffone per combine"

L'ex portiere della Cremonese, poi del Benevento, Marco Paoloni, in tribunale a Cremona
L'ex portiere della Cremonese, poi del Benevento, Marco Paoloni, in tribunale a Cremona

Cremona, 10 giugno 2011 - “Non ho mai mosso un dito per far perdere le mie squadre”. Questo, a quanto si apprende, è quanto avrebbe detto l’ex portiere della Cremonese, Marco Paoloni, davanti al Procuratore capo di Cremona Roberto Di Martino. Durante il lungo interrogatorio, durato circa sei ore e mezza, è emersa la figura di un Paoloni millantatore, che si sarebbe fatto grande davanti agli scommettitori spacciandosi per il giocatore del Lecce Daniele Corvia.

Paoloni, in pratica, si sentiva braccato dal gruppo di scommettitori ai quali doveva una ingente somma di denaro a seguito di un addebito contratto con loro negli anni scorsi. Secondo lo stesso portiere della Cremonese sarebbe entrato nel giro delle scommesse nel settembre scorso, millantando conoscenze che non aveva, assicurando di poter far perdere la proprie squadre, ma in realta’ “non ho mai fatto nulla per questo e se in qualche occasione ho subito qualche gol sospetto e’ frutto della casualita’ del calcio” avrebbe detto.

Per quanto riguarda l’ansiolitico somministrato ai giocatori della Cremonese durante l’incontro con la Paganese, Paoloni ha respinto ogni addebito sostenendo che “qualcuno mi voleva incastrare”. In sostanza, dall’interrogatorio è emerso un Paoloni vittima delle circostanze, ma, soprattutto, dei debitiori ai quali doveva parecchio denaro e che da tempo lo stavano pressando.

Un calciatore del Lumezzane è stato sentito come teste dagli agenti della squadra mobile di Cremona. Fabio Pisacane ha raccontato che, qualche tempo prima della partita Lumezzane-Ravenna del 17 aprile scorso, fu avvicinato dal direttore generale della squadra ravennate Giorgio Buffone, il quale gli propose di perdere la partita in cambio di 50 mila euro.  Il giocatore rifiutò nettamente la proposta. Per questa vicenda, Buffone ha già subito provvedimenti interdittivi da parte della giustizia sportiva.

Intanto il gip di Cremona, Guido Salvini, d’accordo con il Procuratore capo Marco Di Martino, ha firmato oggi le prime cinque scarcerazioni per altrettanti imputati in merito allo scandalo del calcio scommesse.

I provvedimenti sono a carico di Francesco Giannone, Giorgio Buffone e Gianfranco Parlato che dal carcere andranno agli arresti domiciliari. Per Manlio Bruni, dai domiciliari ha l’obbligo di firma e per Mauro Bresson invece si aprono le porte del carcere. Per Marco Pirani e Massimo Erodiani la decisione di tradurre il carcere agli arresti domiciliari sara’ presa domani mentre Beppe Signori non ha ancora presentato domanda di scarcerazione dagli arresti domiciliari.

La motivazione che ha portato a queste decisioni, si rileva nell’ordinanza deriva dalle dichiarazioni confessorie rese sia al gip in sede di interrogatorio di garanzia che al pm dagli indagati e pertanto “appaiono fortemente ridimensionate le esigenze cautelari relative alla genuina acquisizione della prova poiche’ si e’ avuta conferma pressoche’ nella totalita’ della sussistenza degli episodi di frode sportiva di cui ai singoli capi di imputazione ed inoltre -si legge ancora nell’ordinanza- le dichiarazioni rese dagli indagati hanno fornito ulteriori spunti investigativi”.

MARONI UFFICIALIZZA TASK FORCE DEL GOVERNO

Il governo corre ai ripari dopo lo scandalo del calcioscommesse, che sta sconvolgendo il mondo del pallone. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, al termine del vertice al Viminale con i presidenti di Coni e Figc, Gianni Petrucci e Giancarlo Abete, ha annunciato la nascita di una unita’ investigativa contro le scommesse sportive illegali, che avra’ base al Viminale e sara’ composta da personale di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza con le strutture di Sco, Ros e Gico, ed anche personale della Dia perche’ c’e’ il sospetto di pesanti infiltrazioni della criminalita’ organizzata. A coordinare il lavoro dell’unita’ sara’ il capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli.

Maroni ha annunciato che lunedi’ prossimo adottera’ un provvedimento relativo alla costituzione dell’unita’ investigativa e nei giorni a seguire, comunque entro la prossima settimana, ci sara’ gia’ una prima riunione. “Si vuole agire subito - ha detto il ministro - perche’ il mondo dello sport non si ferma mai. Questa che abbiamo ipotizzato mi sembra una prima adeguata reazione”.

Nell’unita’ investigativa sara’ coinvolto anche il ministero dell’Economia attraverso la struttura dei Monopoli, oltre al Coni e alla Figc e all’Unire, per le scommesse ippiche. Saranno raccolte le indicazioni di anomalie nei flussi di scommesse e ci sara’ una valutazione di queste segnalazioni che verranno da concessionari o altre fonti, affidando quindi a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza la parte piu’ prettamente investigativa. Maroni ha sottolineato che in questo modo si crea “un centro unitario di raccolta delle anomalie”. E ha aggiunto: “Le segnalazioni verranno subito trasformate in attivita’ di indagine. Si vuole mettere in sicurezza gli eventi sportivi sul fronte delle manipolazioni delle scommesse”.

Intanto nell’inchiesta della Procura di Cremona e’ il giorno di Marco Paoloni, il portiere che ha giocato nella Cremonese, ‘drogando’ mezza squadra col Minias in occasione di una partita: il pm ha detto di “aspettarsi qualcosa” dall’interrogatorio di oggi. Paoloni, dal carcere, ha gia’ fatto sapere di essere intenzionato a parlare, dopo aver taciuto durante l’interrogatorio di garanzia. Ma parlare, come ha spiegato il suo legale, non vuol dire necessariamente ammettere qualcosa, quanto piuttosto chiarire la propria posizione. La posizione di un giocatore pieno di debiti, costretto a chiedere prestiti ai compagni per pagare l’affitto, disposto a mentire ad una finanziaria per ottenere un finanziamento da 120mila euro, cosi’ preso dal gioco da mentire alla moglie, disperata perche’ il marito si spingeva fino a prenderle il bancomat pur di giocare.

FILONE NAPOLI, LEPORE: "TRACCIA SUDAMERICANA"

"L’inchiesta napoletana puo’ portare anche all’estero, non soltanto verso la Germania ma anche verso altri paesi europei e verso il Sudamerica, perche’ il gioco del calcio e’ sviluppato anche li’, attraverso il meccanismo di regolare i risultati, ma e’ ancora da chiarire se il condizionamento viene attuato qui a Napoli o corrompendo personaggi anche all’estero’’. Lo ha detto a News Mediaset, l’agenzia di notizie del Gruppo Mediaset, il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore.

"Siamo in presenza di un intervento esterno della criminalita’ organizzata - ha aggiunto - che attraverso il gioco delle scommesse, cosi’ come sono state articolate in campo nazionale e internazionale, consente di poter avere dei guadagni facili sulle scommesse se si riesce a truccare o a movimentare una partita in un senso o nell’altro, il che e’ un fatto molto piu’ grave perche’ incide molto sull’economia e interessa non soltanto l’Italia ma anche l’estero, soprattutto la Germania.’’ ‘’I clan, la camorra, ma anche la mafia e la ‘ndrangheta - ha sottolineato Lepore - hanno come scopo quello di realizzare un profitto: in questo caso hanno capito che attraverso il gioco delle scommesse, se si riesce a contattare qualcuno, possono avere dei guadagni’’.

Quanto all’inchiesta parallela, ‘’Cremona sta andando molto veloce - ha detto ci potra’ essere un incontro con i colleghi di Cremona se le partite di cui si interessa Cremona riguarderanno anche Napoli; se ci sara’ necessita’ di coordinamento senz’altro lo faremo anche in questo caso come gia’ in altri’’. Quanto alla vicenda di Antonio Lo Russo, il figlio di un boss fotografato a bordo campo durante Napoli-Parma e altre partite che si sono svolte al San Paolo, ‘’per ora - ha affermato il procuratore - sembra solamente un semplice spettatore, di penale c’e’ ben poco rispetto alle ipotesi di reato su cui lavoriamo.
Vedremo se sono stati commessi dei reati truccando quella partita per favorire determinate scommesse’’.

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