Meredith, parla Alessi: "Raffaele e Amanda innocenti" Poi nega di aver mai visto il piccolo Tommy - Video

Il teste ha riferito in aula le confidenze ricevute in carcere da Rudy Guede: a uccidere la ragazza sarebbe stato un suo amico

Mario Alessi (Ansa)
Mario Alessi (Ansa)

Perugia, 18 giugno 2011 - Questa mattina alle 9.40 è iniziata la seduta per il processo d’appello del caso Meredith Kercher. Presenti Amanda Knox e Raffaele Sollecito, già condannati rispettivamente a 26 e 25 anni di carcere in primo grado per l’omicidio della ragazza inglese. Amanda è apparsa in grandissima forma, molto dimagrita rispetto alle ultime udienze. Indossa una maglia a maniche corte blu scuro e una particolarissima gonna bianca fasciata alla vita con piccoli ornamenti floreali. Mentre Raffaele Sollecito, ormai con il suo taglio di capelli cortissimo, indossa una camicia granata e pantalone scuro.

Prima dell’inizio dell’udienza Amanda, visibilmente emozionata, ha tenuto per mano l’avvocato Luciano Ghirga per essere rassicurata sull’esito di questa fondamentale udienza che vede la testimonianza di Mario Alessi, il killer del piccolo Tommaso Onofri.

PARLA ALESSI -  “Non ho origliato da Guede la sua partecipazione all’omicidio Meredith, ma è stato lui stesso che si è confidato con me perché preoccupato dell’esito del processo a suo carico”, ha affermato Mario Alessi nel corso della sua deposizione. Alessi, già condannato all’ergastolo per l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, ha risposto alle domande dell’avvocato Giulia Bongiorno a riguardo delle presunte confidenze sulle dinamiche dell’omicidio raccolte direttamente da Rudy Guede nel periodo di carcere passato insieme a Viterbo.

“Il 9 novembre 2009 - ha continuato Alessi - durante l’ora d’aria fui preso sotto braccio da Rudy Guede. Dopo essere andati in un posto lontano dalla telecamera di sorveglianza, Guede mi disse di essere fortemente preoccupato per il suo processo che si sarebbe aperto il 18 novembre 2009. Mi disse di essere indeciso sul dire la verità oppure no e aggiunse che la ricostruzione fatta da giornalisti e Procura non era quella vera”.

A metà della deposizione Alessi ha accusato un malore, ma poi si è ripreso e ha deciso di continuare a deporre. “Amanda e Raffaele con l’omicidio non c’entrano niente. Me lo disse chiaramente Rudy Guede durante l’ora d’aria al carcere di Viterbo”, ha insistito il teste.

“Rudy - ha spiegato Alessi - mi riferì inoltre di avere cercato di soccorrere Meredith dopo che un suo amico l’aveva ferita con un coltellino da tasca con il manico colore avorio. Rudy, prima dell’aggressione, si era recato in bagno lasciando la ragazza in compagnia del suo amico”. Poi secondo Alessi il ragazzo ivoriano, una volta rientrato in camera, avrebbe urlato all’amico: “Ma cosa fai? Lui rispose: ‘Dobbiamo finirla se no ci fa marcire in carcere’”. Guede ha già smentito in precedenza queste dichiarazioni. Alessi non ha saputo dire il nome del presunto complice.

ALESSI NEGA L'OMICIDIO DI TOMMY - Mario Alessi ha detto di non conoscere il piccolo Tommaso Onofri. Lo ha fatto nel corso della sua deposizione quando l’avvocato della famiglia Kercher gli ha mostrato una foto del piccolo ucciso. Allo stesso modo, il muratore siciliano, quando l’avvocato Francesco Maresca, ha menzionato la sentenza per l’omicidio di Tommaso Onofri, ha negato di essere stato condannato all’ergastolo per l’omicidio del piccolo.

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