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Viminale: "In 48 ore via i clandestini da Lampedusa"

Scontri durissimi, decine di feriti. La rabbia del sindaco

Alcuni migranti si sono radunati nei pressi di una stazione di rifornimento di carburante al porto vecchio e minacciato di fare esplodere l’impianto con tre bombole rubate in un ristorente. De Rubeis : "Berlusconi, Maroni, sveglia! Venite a difenderci"

Poliziotti a Lampedusa (foto Ap)
Poliziotti a Lampedusa (foto Ap)

Palermo, 21 settembre 2011  - Entro le prossime 48 ore tutti i clandestini presenti a Lampedusa saranno trasferiti per essere poi rimpatriati. Lo assicura il Sottosegretario all’Interno con delega all’immigrazione e asilo, Sonia Viale.

Viale esprime la piu’ “ferma condanna” per le violenze in corso sull’isola di Lampedusa e conferma la “massima e costante attenzione” del Viminale su quanto sta accadendo. E’ quanto si legge in una nota del ministero.
“Gli atti vandalici e le rivolte poste in essere dai cittadini tunisini nascono dalla loro consapevolezza di essere rimpatriati- prosegue la nota- tali episodi di inaccettabile violenza non modificano il piano dei rimpatri, che prosegue e non subira’ rallentamenti. Entro le prossime 48 ore tutti i clandestini presenti a Lampedusa saranno trasferiti per essere poi rimpatriati. Un ringraziamento va al Prefetto, al Questore, alle Forze dell’ordine ed ai Vigili del Fuoco che stanno tenendo un comportamento attento e responsabile in un momento di forte tensione”.

GUERRIGLIA SULL'ISOLA - Tensione alle stelle a Lampedusa dove stamattina si sono verificati violenti scontri tra alcuni isolani e immigrati attualmente sistemati nella zona portuale e all’interno dello stadio comunale. Si sarebbe verificata una sassaiola e diversi tunisini, secondo quanto si e’ appreso sarebbero anche rimasti feriti. Le forze dell’ordine stanno cercando di riportare la calma. Agenti in tenuta antisommossa si sono frapposti fra isolani e immigrati.

La tensione e’ salita da quando ieri sera un gruppo di tunisini ha dato fuoco al centro di accoglienza di contrada Imbriacola Il giorno dopo il rogo che ha semidistrutto il centro di accoglienza di Lampedusa, e’ ancora il giorno della rabbia. Innanzitutto dei lampedusani. Parecchi cittadini si sono radunati davanti al municipio per un presidio nel quale sfogano la loro paura e malessere. “Siamo rimasti soli - gridano - il centro e’ stato distrutto e adesso gli immigrati non sono piu’ controllabili. Portateli via. Non possono essere solo un problema nostro”.

L'APPELLO DEL SINDACO - Bernardino de Rubeis: “Non e’ piu’ il tempo delle chiacchiere e dei ragionamenti buonisti. Il Viminale porti via tutti i tunisini. Ci aiuti il presidente Napolitano che si e’ sempre dimostrato sensibile nei nostri confronti. La situazione e’ ad alto rischio, occorre fare presto qualcosa”.

 “Ho cercato di parlare con il presidente Berlusconi e il ministro Maroni fino a tarda sera, ma non e’ mai stato possibile”. “Bisogna velocizzare i tempi per il trasferimento degli immigrati - ha detto ancora - la gente di Lampedusa e’ arrabbiata per quello che e’ accaduto e rischiamo di averla in mezzo alla strada a protestare, dopo i 50mila immigrati che abbiamo ospitato e l’esempio che abbiamo dato nei mesi scorsi”.

GIORNALISTI AGGREDITI - L’inviato di Sky a Lampedusa, Fulvio Viviano, e l’operatore Davide Di Stefano, sono stati aggrediti da un gruppo di cittadini dell’isola esasperati dopo la rivolta di ieri dei tunisini. I due sono stati spintonati e aggrediti verbalmente, come accaduto anche ieri nella zona del porto, dove si trovano alcuni migranti. I lampedusani li hanno accusati di essere, insieme al resto della stampa, i “colpevoli” di questo stato di tensione.

LA PROTEZIONE CVILE - ”Il problema di Lampedusa riguarda cittadini tunisini che non possono essere assolutamente inseriti nel circuito dell’accoglienza, come stabilito dall’accordo del 6 di aprile”, ha dichiarato il capo dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli, a margine dell’apertura a Torino dell’VIII Forum di scienze della terra, rispondendo a una domanda sugli ultimi avvenimenti nell’isola siciliana.  

BIMBI BARRICATI - La paura attraversa l’isola e i bambini non vengono fatti uscire dalle scuole: “Sono barricati negli istituti che sono un luogo sicuro - dice il sindaco Baernardino De Rubeis, che, dopo aver parlato gia’ ieri di uno scenario di guerra, ha chiesto al ministero dell’Interno di liberare l’isola e al Capo dello Stato di aiutare l’isola - abbiamo detto al personale di non farli uscire finche’ la situazione non tornera’ alla calma”.

IN CAMPO L' ELISOCCORSO - Finora ci sono almeno una decina di feriti negli scontri di Lampedusa. Tra loro finanzieri, poliziotti e soprattutto tunisini, spiega il responsabile sanitario Pietro Bartolo: “Sono in tutto una decina. Nessuno e’ in gravi condizioni, tranne un tunisino che ha riportato un trauma facciale a altri in diverse parti del corpo. E’ lucido e con le cure adeguate si riprendera’”. L’uomo e’ stato trasferito in elicottero in un ospedale di Palermo.

LA PROCURA POTREBBE VALUTARE IL REATO DI STRAGE - La procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta sull’incendio che ieri ha semidistrutto due dei tre padiglioni del centro di accoglienza di Lampedusa. I reati ipotizzati, contestati a ignoti, sono incendio e danneggiamento. Il procuratore Renato Di Natale ha pero’ spiegato che “se le indagini delle forze dell’ordine dovessero appurare che, in effetti, la vita di molte persone e’ stata messa in serio rischio, si potrebbe anche configurare il reato di strage”.

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