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Il sindaco Bernardino De Rubeis ha ringraziato il governo. "I profughi continueremo ad accoglierli, ma i tunisini non li voglio più dopo quello che è accaduto"
Lampedusa (Agrigento), 23 settembre 2011 - Gli ultimi settanta immigrati tunisini hanno lasciato Lampedusa nella notte, proprio mentre i lampedusani tenevano il naso all’insu per guardare i fuochi d’artificio per i festeggiamenti della Madonna di Porto Salvo. Così questa mattina, l'isola si è svegliata senza un solo tunisino al Centro d’accoglienza, fatta eccezione per una decina di maghrebini fuggiti lunedì pomeriggio dopo l’incendio scoppiato nella struttura di contrada Imbriacola. Tra ieri e la notte scorsa sono stati trasferiti, su dieci voli, oltre cinquecento nordafricani.
Da segnalare però che, nella notte, ignoti hanno dato alle fiamme l’auto dell’amministratore delegato di Lampedusa Accoglienza, la cooperativa che gestisce il centro dove vengono ospitati gli stranieri.
Il sindaco Bernardino De Rubeis ha ringraziato il governo per l'avvio in temi rapidi della macchina dei trasferimenti, auspicando che la dichiarazione dell'isola come "porto non sicuro", e il conseguente dirottamento a Porto Empedocle dei barconi intercettati nel Canale di Sicilia, possa alleggerire ulteriormente la tensione sulla maggiore delle Pelagie. E proprio questa mattina, all'alba, 75 immigrati tunisini, avvistati al largo dell'isola siciliana, sono stati trasbordati a Porto Empedocle (Agrigento), a bordo di cinque motovedette.
Esulta de Rubeis: "I profughi continueremo ad accoglierli, ma i tunisini non li voglio più dopo quello che è accaduto".